
La Prima Prova è andata. I fogli protocollo sono nelle mani della commissione, i banchi sono stati riordinati e tu... tu sei a casa, a fissare il soffitto, mentre una sfilza di dubbi atroci si fa strada nella tua mente.
“E se quel concetto fosse fuori tema?”, “E se non si capisse la mia grafia?”, “Ho sbagliato l’anno di pubblicazione di quel saggio!”.
Benvenuto nella psicosi post-esame, una fase del tutto normale in cui il cervello tende a ingigantire ogni minimo passo falso. Prima di cedere al panico e convincerti che verrai bocciato per una virgola fuori posto, facciamo un respiro profondo. I professori non sono robot programmati per distruggerti.
Ecco 5 errori molto frequenti commessi nella Prima Prova che ti stanno togliendo il sonno, ma che nella realtà non comprometteranno il tuo esame.
Vuoi rimanere sempre aggiornato su tutte le news dell'esame? Allora segui la nostra diretta di prima prova di Maturità 2026!
Indice
Il "fuori tema" parziale (o la digressione improvvisa)
Hai scelto il testo argomentativo o il tema di attualità, tutto procedeva a gonfie vele, poi – a metà della terza facciata – hai avuto un'illuminazione. Hai scritto un intero paragrafo collegandoti a quell'argomento che ti sembrava geniale, per poi accorgerti, rileggendo alla fine, che forse sei andato un po' fuori traccia.
Perché puoi stare tranquillo: Il vero "fuori tema" che causa l'insufficienza grave si verifica quando lo studente fraintende completamente la traccia dall'inizio alla fine (es. parlare di globalizzazione economica quando la traccia chiedeva un'analisi sul cambiamento climatico). Se hai divagato solo in un paragrafo, ma la struttura centrale tiene e risponde al quesito, la commissione noterà la sbavatura, ma la valuterà semplicemente come una lieve perdita di focus. Un piccolo malus, non un disastro.
Le cancellature "da panico" e la brutta grafia
Guardando il foglio di brutta copia (e purtroppo a volte anche quello di bella), sembrava che sul tuo testo fosse passata una tempesta. Righe sbarrate, frecce che spostano periodi da una colonna all'altra, parole cancellate con una foga tale da rischiare di bucare la carta.
La realtà dei fatti:
-
Le cancellature indicano ripensamento critico: Per un correttore, vedere una parola cancellata e sostituita con un sinonimo migliore è un ottimo segno: dimostra che stai rileggendo e correggendo il tiro.
-
La grafia: A meno che il tuo testo non sembri un antico codice indecifrabile o una ricetta medica impossibile da leggere, i professori si sforzeranno di capire. La leggibilità influisce sulla fluidità della lettura, ma nessuno viene bocciato solo perché ha una scrittura disordinata.
La citazione imprecisa o la data leggermente sballata
Volevi fare colpo sulla commissione e hai inserito quella splendida citazione di un autore famoso, ma sul momento ti è venuto il dubbio. Hai scritto che quella poesia è del 1916 anziché del 1914, o hai attribuito una frase celebre a un filosofo anziché a un altro.
Keep calm: Un errore di questo tipo viene considerato una svista o una piccolissima imprecisione concettuale. Diverso sarebbe se avessi scritto che Leopardi è l'autore dei Promessi Sposi (lì la situazione si farebbe un filo più tesa). Ma confondere un anno, un saggio minore o una sfumatura di una citazione non fa crollare l'intero impianto del tuo scritto.
Una conclusione un po' troppo sbrigativa (o troncata)
Mancavano quindici minuti alla consegna, il presidente di commissione ha iniziato a scandire il tempo e tu eri ancora a metà dell'ultimo paragrafo. Risultato? Hai chiuso il tema in fretta e furia con una frase un po' banale, o peggio, non sei riuscito a fare quel super discorso riassuntivo che avevi pianificato nella scaletta.
Il punto di vista dei prof: La gestione del tempo fa parte della prova, ed è normale che negli ultimi minuti la lucidità cali. Se l'introduzione e lo svolgimento del tema sono solidi, argomentati bene e filano dal punto di vista logico, una conclusione debole non cancella quanto di buono fatto prima. Ti costerà magari un punto nella griglia di valutazione della coesione testuale, ma la sufficienza resta ampiamente alla tua portata.
Non aver inserito il titolo (nelle tipologie che lo richiedevano)
Hai scelto il testo argomentativo (Tipologia B) o il tema di attualità (Tipologia C), ti sei concentrato così tanto sul corpo del testo che, al momento di consegnare, hai lasciato lo spazio del titolo desolatamente vuoto.
Ecco cosa succede davvero: Niente panico. Sebbene la presenza di un titolo appropriato sia prevista dalle linee guida di alcune tracce per dare completezza editoriale al testo, la sua mancanza è un errore puramente formale. La commissione valuta lo sviluppo dell'argomentazione, la ricchezza del lessico e la correttezza grammaticale. L'assenza del titolo è una dimenticanza da "ansia da prestazione" che fa sorridere i professori, non certo un motivo di sanzione grave.
In conclusione: volta pagina e pensa alla Seconda Prova
La Prima Prova ti ha fatto rompere il ghiaccio. Ora che è nel passato, rimuginare su ogni singola parola non cambierà il voto scritto sul registro. Riconosci a te stesso lo sforzo di aver riempito quei fogli, concediti qualche ora di svago e poi testa alta verso la Seconda Prova. Il traguardo è più vicino di quanto pensi.