Studentessa si prepara alla Maturità

L’esame di Maturità 2026 si preannuncia come uno dei più complessi degli ultimi anni, segnando una svolta che rende la scalata verso il punteggio massimo un po’ più impervia.

La riforma introduce, infatti, requisiti più stringenti e una revisione dei punteggi che trasforma il "100" in un traguardo riservato a pochi, riducendo di fatto i margini di manovra delle commissioni.

Indice

  1. La stretta sui punti bonus: il vero ostacolo per il massimo
  2. Un orale più tecnico: addio alla "roulette" dello spunto iniziale
  3. Curriculum dello Studente: il peso delle esperienze extra-scolastiche
  4. L'incognita del debutto

La stretta sui punti bonus: il vero ostacolo per il massimo

Il cambiamento più incisivo riguarda i cosiddetti punti bonus, storicamente fondamentali per spingere i candidati d'eccellenza verso il voto tondo. 

Nelle edizioni precedenti, la commissione poteva assegnare fino a 5 punti extra, a patto che lo studente avesse accumulato almeno 30 crediti nel triennio e ottenuto almeno 50 punti complessivi nelle prove d'esame.

Con la nuova riforma, questo "tesoretto" si assottiglia: i punti bonus passano da 5 a 3

Non è però solo una questione di quantità, ma di requisiti d'accesso. Il bonus sarà concesso esclusivamente a chi ha già raggiunto una base di almeno 90 punti

E questo, di fatto, penalizza i percorsi eccellenti che presentano anche una sola minima sbavatura, rendendo la matematica dei punteggi più rigida e meno generosa.

Un orale più tecnico: addio alla "roulette" dello spunto iniziale

Il colloquio cambia volto, diventando più scolastico e verticale. La grande novità è l'addio allo spunto iniziale, quel materiale (foto, testo o quadro) che serviva a rompere il ghiaccio e permetteva allo studente di spaziare con collegamenti personali. Senza questo avvio, la prova guadagna in ordine ma perde in libertà narrativa.

L’esame si concentrerà ora in modo rigoroso su quattro materie, alzando l’asticella della preparazione specifica. Se da un lato questo approccio riduce la dispersione, dall'altro mette in difficoltà chi puntava tutto sulla capacità di creare visioni d'insieme

I collegamenti interdisciplinari, che prima rappresentavano il cuore pulsante dell'orale, vengono ora marginalizzati a favore di un maggiore rigore sui programmi ministeriali.

Curriculum dello Studente: il peso delle esperienze extra-scolastiche

Dall’altro lato, però, c’è il peso dato al Curriculum dello Studente, che potrebbe far respirare più di uno studente. 

Per la prima volta, le esperienze maturate fuori dalle mura scolastiche (come il volontariato, gli stage o le passioni personali) guadagnano una centralità reale nel colloquio. 

Il candidato potrà quindi far valere la sua creatività e le sue competenze trasversali all’inizio del colloquio, quando dovrà presentare una riflessione personale sul suo percorso.

L'incognita del debutto

A rendere tutto più complicato è poi la natura stessa di questa "Maturità nuova": gli studenti del 2026 saranno dei veri e propri pionieri.

Non esistono infatti precedenti, né simulazioni, né esperienze da cui prendere spunto, ed è proprio questa mancanza di modelli a generare un forte senso di imprevedibilità.

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