Studentessa all'esame orale di Maturità

L'orale di Maturità 2026 segna una discontinuità netta con gli anni precedenti. E la domanda che circola tra gli studenti è la seguente: sarà un’interrogazione classica, materia per materia?

La risposta è più articolata di un semplice sì. 

Il decreto del 29 gennaio 2026 parla chiaramente di “domande e approfondimenti” sulle discipline d’esame, ma inserisce queste fasi dentro un colloquio scandito, con passaggi obbligati e una logica diversa rispetto al passato. 

Qui mettiamo ordine, chiarendo cosa succede davvero e cosa cambia rispetto all’anno scorso.

Indice

  1. Le 4 materie: i commissari fanno domande come a un’interrogazione?
  2. È solo un’interrogazione? No: il colloquio ha più fasi precise
  3. Cosa cambia rispetto all’orale 2025

Le 4 materie: i commissari fanno domande come a un’interrogazione?

Sì, i commissari faranno domande, e non è un dettaglio. Il decreto parla esplicitamente di “proposte di domande e approfondimenti sulle quattro discipline” individuate a livello ministeriale. Questo significa che ogni materia viene verificata nei suoi contenuti e metodi.

Non è più il candidato a “portare” l’argomento iniziale e orientare il colloquio: sono i docenti a entrare nel merito, valutando conoscenze, capacità di argomentazione e uso consapevole degli strumenti disciplinari.

Detto in altro modo: non è più un colloquio costruito attorno a un tema, ma una verifica guidata sulle materie d’esame.

È solo un’interrogazione? No: il colloquio ha più fasi precise

Qui sta il punto che spesso sfugge. Il nuovo orale non si riduce a una sequenza di domande stile interrogazione, anche se quella è la parte più evidente. Il decreto ne definisce la struttura:

  • Apertura con una breve riflessione del candidato sul proprio percorso scolastico e personale, anche alla luce del Curriculum

  • Domande e approfondimenti sulle quattro materie, per verificare contenuti, metodo, capacità critica e maturità

  • Discussione delle esperienze di PCTO, tramite relazione o elaborato multimediale

  • Verifica delle competenze di educazione civica

  • Discussione delle prove scritte

I collegamenti interdisciplinari non spariscono, ma perdono centralità: non sono più l’asse portante del colloquio, bensì uno strumento che può emergere se utile a sostenere un ragionamento, non per tenere insieme tutto artificialmente.

Cosa cambia rispetto all’orale dell'anno scorso

Il confronto con l’anno scorso fa emergere diverse differenze sostanziali:

  • Le materie sono solo quattro, in coerenza con una commissione più snella

  • Scompare lo spunto iniziale proposto dalla commissione

  • Il colloquio è obbligatorio (in tutto e per tutto): la scena muta come forma di protesta non è ammessa e comporta la non validità dell’esame

  • I collegamenti non sono più il fulcro della prova

  • L’orale vale sempre 20 punti, ma diventa una verifica molto più diretta delle competenze disciplinari

  • Cambia anche la griglia di valutazione dell'orale di Maturità 2026

 

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