come preparare orale maturita 2026

Gli scritti sono andati. Prima prova, seconda prova, ansia da tracce, dizionari, calcolatrici, vocabolari, fogli protocollo: tutto alle spalle. Ma la Maturità 2026 non è ancora finita.

Adesso arriva l’ultimo passaggio: l’orale. Ed è proprio qui che molti maturandi si fanno prendere dal panico, soprattutto se sentono di non aver dato il massimo negli scritti o se hanno poco tempo per rimettere in ordine tutto il programma.

La buona notizia è che, con un po' di metodo, l’orale può andare liscio come l'olio: devi capire da dove parti, quali materie ripassare prima, come organizzare il racconto del tuo percorso e quali parti dell’esame non puoi lasciare al caso.

Vediamo quindi quanto tempo hai per ripassare dopo gli scritti e come preparare il colloquio senza impazzire.

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Indice

  1. Quando iniziano gli orali di Maturità 2026
  2. Quanto dura l’orale di Maturità 2026
  3. Come funziona l’orale 2026: cosa cambia davvero
  4. Come organizzare il ripasso dopo gli scritti
  5. Se hai solo il weekend per prepararti
  6. Se hai una settimana o più
  7. Come preparare l’inizio del colloquio
  8. Educazione civica e formazione scuola-lavoro: non lasciarle alla fine
  9. Come ripassare senza andare in tilt
  10. Segui l'esame di Maturità su Skuola.net!

Quando iniziano gli orali di Maturità 2026

Gli orali di Maturità 2026 iniziano, di norma, dal lunedì successivo alle prove scritte. Considerando che la seconda prova si svolge venerdì 19 giugno 2026, i primi colloqui possono partire da lunedì 22 giugno 2026.

Questo non significa che tutti saranno interrogati subito. Il calendario dipende dalla commissione, dal numero di studenti e dall’ordine di convocazione. In genere, una commissione esamina circa 5 candidati al giorno, quindi gli orali possono andare avanti per una o due settimane, e in alcuni casi anche oltre.

La data esatta del tuo colloquio viene comunicata dalla scuola con il calendario ufficiale. Quindi il tempo reale per ripassare può cambiare molto:

  • se sei tra i primi, potresti avere solo il weekend;
  • se sei a metà calendario, potresti avere diversi giorni pieni;
  • se sei tra gli ultimi, potresti avere anche una o due settimane;
  • se la commissione ha molti candidati, il calendario può allungarsi fino a luglio.

Quanto dura l’orale di Maturità 2026

Il colloquio orale dura in media tra 40 e 60 minuti, ma non esiste un timer identico per tutti. La durata può cambiare in base al candidato, alla commissione, alle materie e agli approfondimenti richiesti.

Durante il colloquio, la commissione valuta non solo ciò che sai, ma anche come lo esponi: chiarezza, collegamenti, capacità di ragionare, uso del linguaggio specifico e maturità nel raccontare il tuo percorso.

L’orale vale fino a 20 punti, esattamente come ciascuna prova scritta. Per questo può essere decisivo sia per recuperare qualcosa dopo gli scritti sia per alzare il voto finale.

Come funziona l’orale 2026: cosa cambia davvero

L’orale di Maturità 2026 non parte più dal classico materiale scelto dalla commissione, come immagine, testo, grafico o documento da analizzare.

L’avvio del colloquio è affidato allo studente, che apre con una riflessione sul proprio percorso scolastico e personale: deve essere un’introduzione ragionata, capace di far capire chi sei, che percorso hai fatto e cosa hai maturato in questi anni.

Dopo questa prima parte, il colloquio prosegue sulle quattro materie indicate per il tuo indirizzo. La commissione può chiederti contenuti, collegamenti, ragionamenti, esempi e riferimenti al programma svolto. Entrano poi nel colloquio anche:

  • le esperienze dei Percorsi di formazione scuola-lavoro, cioè l’ex PCTO;
  • Educazione civica, con riferimento al percorso svolto dalla classe;
  • il Curriculum dello studente, che può aiutare a valorizzare esperienze, attività, certificazioni e competenze;
  • un eventuale confronto sugli scritti, se previsto dalla commissione.

L’orale, quindi, non è una semplice interrogazione su tutto il programma. È un colloquio in cui devi mostrare conoscenze, ma anche consapevolezza.

Come organizzare il ripasso dopo gli scritti

Dopo due prove scritte, la tentazione è chiudere i libri per un giorno intero. Un po’ di recupero ci sta, ma attenzione a non perdere ritmo, soprattutto se sei tra i primi a fare l’orale.

Il modo migliore per ripartire è dividere il lavoro in blocchi. Il primo giorno dopo gli scritti serve a fare ordine:

  • controlla la data del colloquio appena viene pubblicata;
  • segna le quattro materie d’esame;
  • recupera programmi e Documento del 15 maggio;
  • prepara una lista degli argomenti più importanti;
  • individua le parti che sai meno;
  • scegli cosa ripassare per primo.

Se hai solo il weekend per prepararti

Se il tuo orale è tra i primi, probabilmente avrai pochissimo tempo. In questo caso, il ripasso deve essere essenziale. Puoi organizzarti così:

  • giorno 1: ripasso delle materie in cui ti senti più fragile;
  • giorno 2: collegamenti, Educazione civica, formazione scuola-lavoro e simulazione orale;
  • ultima sera: solo ripasso leggero, niente maratone fino alle tre di notte.

Quando il tempo è poco, non cercare di ricostruire tutto il programma da zero. Meglio saper parlare bene di un buon numero di argomenti centrali che accumulare pagine lette male e ricordate peggio.

Allenati soprattutto a rispondere ad alta voce. All’orale non conta solo riconoscere un concetto mentre lo leggi: devi saperlo spiegare.

Se hai una settimana o più

Se hai più giorni a disposizione, puoi lavorare in modo più ordinato. Una possibile divisione è questa:

  • primi giorni: ripasso delle quattro materie, una alla volta;
  • giorni centrali: collegamenti e argomenti trasversali;
  • ultimi giorni: simulazioni, domande rapide, esposizione iniziale;
  • giorno prima dell’esame: ripasso leggero e controllo dei materiali.

In questo caso, non fare l’errore opposto: avere tanto tempo e sprecarlo. Prepara un calendario realistico, con obiettivi giornalieri. Non “ripassare storia”, ma “ripassare guerra fredda, decolonizzazione, anni di piombo”. Più sei preciso, meno ti perdi.

Come preparare l’inizio del colloquio

La partenza dell’orale è importante perché dà il tono al colloquio. Non devi preparare un discorso finto, ma nemmeno improvvisare completamente. Puoi costruire una breve introduzione su tre punti:

  • il tuo percorso scolastico;
  • un’esperienza o un tema che ti ha aiutato a crescere;
  • un collegamento con quello che immagini per il futuro.

Meglio essere chiari, concreti e naturali. Puoi parlare di un progetto, di un’esperienza di formazione scuola-lavoro, di un’attività extrascolastica, di un interesse nato durante l’anno o di una difficoltà superata.

L’obiettivo è far capire alla commissione che non stai solo “recitando il programma”, ma sai dare un senso al percorso che hai fatto.

Educazione civica e formazione scuola-lavoro: non lasciarle alla fine

Molti studenti si concentrano solo sulle materie e poi arrivano all’orale senza aver preparato bene Educazione civica o l’ex PCTO. Errore. Queste parti fanno parte del colloquio e possono aiutarti molto, soprattutto se riesci a raccontarle in modo ordinato. Per la formazione scuola-lavoro, prepara:

  • dove hai svolto l’esperienza;
  • cosa hai fatto concretamente;
  • quali competenze hai sviluppato;
  • che cosa hai capito sul mondo del lavoro o sul tuo futuro;
  • eventuali difficoltà incontrate.

Per Educazione civica, invece, ripassa i temi affrontati durante l’anno e prova a collegarli a questioni attuali: Costituzione, cittadinanza, sostenibilità, legalità, diritti, digitale, ambiente, lavoro.

Come ripassare senza andare in tilt

Negli ultimi giorni prima dell’orale, il rischio è voler fare tutto insieme. Ma il cervello non funziona bene se lo tratti come un hard disk da riempire all’ultimo secondo. Meglio alternare:

  • ripasso attivo;
  • mappe o schemi brevi;
  • esposizione ad alta voce;
  • domande simulate;
  • pause vere;
  • sonno decente.

La tecnica più utile è semplice: chiudi il libro e prova a spiegare l’argomento come se fossi già davanti alla commissione. Se ti blocchi, torni sugli appunti. Se riesci ad andare avanti, stai davvero studiando.

Evita invece di passare ore a sottolineare o rileggere senza parlare mai: all’orale devi esporre, non solo riconoscere le frasi sul libro.

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