Illustrazione di una donna che regola la temperatura del frigorifero in cucina
Immagine realizzata con AI


La temperatura del frigorifero in inverno non va cambiata in automatico: se l'elettrodomestico sta in una cucina riscaldata e mantiene stabilmente circa 4 gradi, l'impostazione può restare quella di sempre. Il freddo che c'è fuori conta poco, perché a fare la differenza è la temperatura effettiva all'interno del vano.

Il discorso cambia per chi tiene il frigo in cantina, in garage o in una stanza non riscaldata. In quel caso entra in gioco la classe climatica dell'apparecchio, un dato fissato dal produttore.

Indice

  1. A quanti gradi tenere frigo e freezer
  2. Quando cambiare la temperatura in inverno
  3. Abbassare troppo il termostato pesa sulla bolletta
  4. I numeri sulla manopola non sono gradi
  5. Dove mettere carne, pesce, latte e verdure

A quanti gradi tenere frigo e freezer

Il valore di riferimento per un frigorifero di casa è circa 4 °C. È il punto di equilibrio tra una buona conservazione dei cibi e un consumo di energia ragionevole.

Le indicazioni ufficiali si muovono attorno a questa cifra. Il Ministero della Salute indica una temperatura di 4-5 °C per conservare correttamente molti prodotti freschi.

ENEA propone invece un intervallo un po' più ampio verso il basso, tra 1 e 4 °C. Con un avvertimento importante: scendere troppo con i gradi può far salire i consumi.

Per farla breve, i 4 °C stanno dentro entrambe le raccomandazioni. Ed è il valore da tenere a mente sia d'estate sia d'inverno, perché la stagione non cambia le esigenze degli alimenti.

Lo stesso vale per il congelatore. Anche nei mesi freddi il suo valore di riferimento resta -18 °C, senza bisogno di ritocchi.

Quando cambiare la temperatura in inverno

Facciamo chiarezza: non esiste una regola universale che imponga di modificare il termostato quando arriva il freddo. L'arrivo dell'inverno, da solo, non significa che il frigorifero debba raffreddare meno.

Se il frigo si trova in una cucina riscaldata e tiene stabilmente i 4 °C, l'impostazione resta quella che hai già.

Le cose cambiano quando l'elettrodomestico vive in un ambiente particolarmente freddo. Gli esempi tipici sono cantina, garage o una stanza non riscaldata, dove la temperatura attorno all'apparecchio può scendere parecchio.

In questi casi va controllata la classe climatica. È l'intervallo di temperature ambientali entro cui il produttore garantisce che il frigorifero funzioni correttamente.

Se la stanza resta fuori da quell'intervallo, le prestazioni possono peggiorare. Il rischio riguarda soprattutto i frigoriferi combinati con congelatore, quelli con frigo e freezer nello stesso apparecchio.

Abbassare troppo il termostato pesa sulla bolletta

Spoiler: impostare il frigorifero più freddo del necessario può far crescere i consumi. Quando deve raffreddare molto di più rispetto all'ambiente intorno, può aumentare il lavoro del sistema di refrigerazione.

ENEA dà anche un ordine di grandezza. Per ogni grado sotto la temperatura raccomandata, il consumo di energia può aumentare indicativamente del 5%.

Tradotto: tenere il frigo a 1 °C invece che a 4 °C, senza un motivo, rischia di tradursi in più energia elettrica consumata. L'obiettivo è una temperatura corretta e stabile, evitando sia il freddo eccessivo sia valori troppo alti che possono compromettere la sicurezza dei cibi.

Il consumo reale dipende comunque da più fattori: l'efficienza dell'apparecchio, la temperatura della stanza, quante volte si apre lo sportello e quanta roba c'è dentro. Per questo il risparmio passa anche da qualche abitudine quotidiana.

La prima riguarda proprio lo sportello. Aprirlo di continuo, o lasciarlo spalancato mentre decidi cosa mangiare, fa entrare l'aria calda della stanza e costringe il frigo a lavorare per tornare al valore impostato.

Meglio poi evitare di infilare pentole ancora molto calde. Le pietanze vanno fatte raffreddare in fretta, anche dividendole in porzioni più piccole, e i cibi deperibili vanno in frigo entro due ore dalla preparazione.

Occhio anche alle guarnizioni dello sportello: se sono rovinate e non chiudono bene, il frigorifero disperde freddo e consuma di più. Nei modelli che lo richiedono aiuta sbrinare il congelatore e tenere puliti i componenti che dissipano il calore.

Infine, la posizione. Il frigo va tenuto lontano da termosifoni, forni e altre fonti di calore.

I numeri sulla manopola non sono gradi

È uno degli equivoci più diffusi. Sulla manopola dei frigoriferi con termostato tradizionale compaiono numeri da 1 a 5, oppure da 1 a 7, e viene spontaneo leggerli come gradi centigradi.

Nei modelli con regolazione meccanica, in genere quei numeri indicano l'intensità del raffreddamento. Quindi, di solito, la manopola su 5 dà una temperatura più bassa rispetto alla manopola su 2.

Il punto è che tra il numero scelto e i gradi reali non c'è una corrispondenza universale. Per sapere come funziona il proprio apparecchio bisogna consultare il manuale del produttore.

Con il display digitale tutto sembra più semplice, perché la temperatura si sceglie direttamente in gradi. Anche qui, però, il valore impostato non coincide per forza con quello presente in ogni punto del vano.

Il metodo più affidabile è un termometro da frigorifero. Va messo su un ripiano centrale e letto dopo che la temperatura si è stabilizzata: così scopri se il frigo mantiene davvero i gradi che vuoi, senza fidarti solo della manopola.

Dove mettere carne, pesce, latte e verdure

Dentro il frigorifero la temperatura cambia da zona a zona. Nei modelli tradizionali, lo sportello è spesso la zona più esposta agli sbalzi termici, mentre in genere la temperatura più bassa si trova sul ripiano inferiore, appena sopra il cassetto della verdura.

Visto che gli alimenti hanno esigenze diverse, la posizione conta. Le indicazioni generali sono queste:

  • carne e pesce crudi: nella zona più fredda indicata dal produttore, separati dagli altri cibi e in contenitori che non facciano uscire liquidi;
  • latte, yogurt e formaggi freschi: alle temperature riportate sulle confezioni, in zone abbastanza fredde e stabili;
  • cibi cotti e avanzi: in contenitori chiusi, senza contatto con gli alimenti crudi;
  • frutta e verdura: di solito negli appositi cassetti;
  • bevande e prodotti meno sensibili: anche nello sportello, seguendo le indicazioni delle confezioni.

Nei frigoriferi più moderni la mappa può cambiare. Sistemi di ventilazione e comparti a temperatura differenziata modificano la distribuzione del freddo, e la disposizione giusta va verificata sul manuale.

Ultimo errore da evitare: il frigo stracolmo. L'aria fredda deve poter circolare tra gli alimenti, ed è così che la temperatura resta il più possibile uniforme in tutto il vano.

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