Illustrazione di frigorifero organizzato con contenitori di cibi freschi, avanzi, latticini e verdure
Immagine realizzata con AI

Organizzare la spesa di casa parte da un gesto: guardare cosa c'è già in frigo, in dispensa e nel freezer prima di uscire. Questo controllo aiuta a individuare gli alimenti disponibili e a preparare una lista che riduca gli acquisti doppi e l'accumulo di prodotti.

Secondo le stime 2024 dell'UNEP, il Programma delle Nazioni Unite per l'ambiente, il 19% del cibo disponibile ai consumatori si spreca tra negozi, ristorazione e famiglie. A questo si aggiunge il 13,2% che, per la FAO (l'organizzazione Onu per l'alimentazione e l'agricoltura), va perso dopo il raccolto e prima della vendita.

Perdite e sprechi pesano per una quota tra l'8 e il 10% delle emissioni mondiali di gas serra. "Risorse preziose come il suolo e l'acqua vengono consumate, sostanzialmente, per nulla", ha spiegato Inger Andersen, direttrice esecutiva dell'UNEP.

L'Obiettivo di sviluppo sostenibile 12.3 punta a dimezzare lo spreco pro capite entro il 2030 nella vendita al dettaglio e nei consumi. La FAO ha raccolto in una guida le abitudini domestiche che aiutano ad arrivarci: pianificare, ruotare, conservare bene.

Indice

  1. Davanti quello che scade prima
  2. Ogni alimento al suo ripiano del frigo
  3. Da consumarsi entro o preferibilmente entro: la differenza
  4. Il ripiano mangiami prima
  5. Congelare in porzioni con la data sopra

Davanti quello che scade prima

Il controllo delle scorte serve a individuare tre cose: cosa hai già, quali confezioni sono aperte e cosa sta per scadere. Con queste informazioni puoi decidere i pasti dei prossimi giorni e scrivere una lista su misura.

Ecco la sequenza che suggerisce la FAO, da fare prima di prendere la borsa:

  • controllare dispensa, frigo e freezer;
  • decidere cosa mangerai nei giorni successivi;
  • segnare quantità precise sulla lista;
  • verificare le date di scadenza quando scegli i prodotti al supermercato.

La regola d'oro è evitare gli acquisti d'impulso: nel carrello va solo ciò che ha già un utilizzo previsto. Per frutta, verdura e carne, se in casa manca lo spazio per conservarle, conviene fare spese più frequenti e più piccole.

Poi arriva il momento di sistemare tutto. Qui entra in gioco il metodo First In, First Out, cioè "primo a entrare, primo a uscire": i prodotti nuovi vanno dietro, quelli comprati prima davanti.

In pratica, la confezione di yogurt appena presa scivola in fondo al ripiano e quella della settimana scorsa si sposta verso di te. Lo stesso vale per i barattoli già aperti, che devono restare ben visibili.

Il senso è semplice: quello che sta in casa da più tempo viene consumato per primo. La FAO consiglia di applicare questa rotazione in dispensa e in frigorifero, così nessuna confezione finisce dimenticata dietro le altre.

Ogni alimento al suo ripiano del frigo

Il frigorifero ha zone diverse, e usarle per quello che sono cambia la durata del cibo. Secondo la FAO ogni alimento richiede condizioni di conservazione specifiche.

Le verdure stanno nei cassetti in basso, pensati apposta per loro. Salse, condimenti e bibite trovano posto nello sportello, dove si prendono al volo senza spostare il resto.

Carne e pesce crudi vanno nella parte bassa del frigo, chiusi in contenitori. La FAO lo raccomanda per evitare che vengano a contatto con gli altri alimenti.

Allo stesso modo, i prodotti crudi vanno sempre tenuti separati da quelli cotti o pronti da mangiare. Un piatto di pasta avanzata non deve stare accanto alla bistecca ancora da cucinare.

Altro errore frequente: riempire il frigo fino all'ultimo centimetro. La FAO sconsiglia di sovraccaricarlo, perché così lavora peggio, e chiede di controllare che funzioni bene e di conoscere quali sono le sue zone più fredde.

Insomma, la spesa grossa del sabato ha senso solo se c'è spazio per conservarla. Se il frigo è già pieno, conviene comprare meno e tornare al supermercato più spesso, come visto sopra.

Da consumarsi entro o preferibilmente entro: la differenza

Sulle etichette compaiono due diciture che sembrano uguali e invece dicono cose diverse. "Da consumarsi entro" riguarda la sicurezza: superata quella data il prodotto non va mangiato.

"Da consumarsi preferibilmente entro" indica invece la qualità. Dopo quel giorno l'alimento può perdere un po' di gusto o consistenza, ma spesso resta buono.

Confonderle costa caro. La FAO segnala che negozi e consumatori buttano spesso alimenti vicini alla data "preferibilmente entro", o che l'hanno appena superata, anche quando sono ancora integri.

Anche la legge italiana inquadra il problema. La legge 19 agosto 2016, n. 166 definisce lo spreco alimentare includendo i prodotti scartati perché prossimi alla scadenza, ancora commestibili.

Allora, quando apri il frigo, guarda prima quale dicitura c'è sulla confezione. Con il "preferibilmente entro" hai margine, con l'"entro" no: in ogni caso, metti davanti i prodotti che devono essere consumati prima.

Il ripiano mangiami prima

Un trucco pratico è riservare un ripiano, o una scatola, a tutto ciò che va finito per primo: avanzi, confezioni aperte, prodotti in scadenza. Prima di decidere cosa cucinare, si guarda lì.

Gli avanzi vanno trattati con cura. La FAO indica di metterli in frigo entro due ore dalla preparazione, in contenitori chiusi e con un'etichetta.

Conservati così, possono diventare un altro piatto: frittate, zuppe, saltati in padella o ripieni. Per averne meno, basta calcolare le porzioni in base a chi mangia, perché cucinare troppo è una causa di spreco evitabile.

Le case sono il fronte principale. Secondo il Food Waste Index Report 2024 dell'UNEP, nel 2022 le famiglie hanno sprecato 631 milioni di tonnellate di cibo, fino al 60% del totale, con una media di 79 chili a persona.

Per capire dove sbagli, la FAO propone un esercizio: tenere per una settimana un diario di ciò che finisce nella spazzatura. Per ogni scarto si annota il motivo: spesa eccessiva, data superata, conservazione sbagliata o porzione troppo abbondante.

Quei dati servono a correggere la lista successiva e le dosi in cucina. Se ogni settimana butti lo stesso pane, la prossima volta ne compri meno.

Congelare in porzioni con la data sopra

Se sai che non riuscirai a usare un alimento in tempo, congelalo, se adatto, il prima possibile, senza aspettare che stia per scadere. La chiave è dividerlo in porzioni singole, così poi scongeli solo quello che ti serve.

La FAO raccomanda di segnare la data su ogni contenitore che va in congelatore. In questo modo sai da quanto tempo è lì ogni preparazione e puoi programmare quando usarla.

Un pennarello e un pezzo di nastro adesivo bastano: scrivi il giorno e, se vuoi, anche cosa c'è dentro. Un sugo surgelato senza etichetta, dopo qualche settimana, diventa un mistero.

Anche nel freezer vale la rotazione: le vaschette più vecchie davanti, quelle nuove dietro. Prima di fare la lista della spesa, quindi, apri anche il congelatore e parti da lì.

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