
Quanto era caldo il corpo del Tyrannosaurus rex? Una domanda che sembra impossibile da verificare, visto che l'ultimo esemplare si è estinto 66 milioni di anni fa, eppure gli scienziati ci sono riusciti: la temperatura corporea stimata è di 36,3 °C, sorprendentemente vicina alla nostra e a quella degli elefanti.
Il ricordo del dinosauro raffigurato nei libri, grande rettile scattante ma pur sempre un rettile, prende una piega sorprendente quando si prova a capire se fosse caldo o freddo come gli animali di oggi.
A ricostruirlo è uno studio pubblicato sulla rivista Science Advances, che ha usato un metodo mai applicato prima a questo dinosauro.
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Il T. rex raggiungeva 36,3 °C
Finora, la valutazione più accurata indica una temperatura corporea media di 36,3 °C, con un errore di circa 2,5 gradi. Il numero arriva dall'analisi di tre denti fossili risalenti a circa 66 milioni di anni fa, trovati tra i resti del celebre predatore.
Il dato colpisce soprattutto per il confronto: è un valore molto simile a quello degli esseri umani e dei grandi mammiferi moderni come gli elefanti. Non è il tipo di temperatura che ci si aspetterebbe da un grosso rettile dipendente dal sole per scaldarsi.
Il risultato rafforza l'ipotesi che il T. rex producesse internamente una parte significativa del proprio calore, invece di limitarsi ad assorbirlo dall'ambiente. È la differenza che separa, in biologia, un animale a sangue caldo da uno a sangue freddo.
Gli isotopi trasformano lo smalto in un termometro
Per arrivare a quel numero, i ricercatori hanno analizzato lo smalto di tre denti di T. rex trovati nella Hell Creek Formation, in Montana, una delle zone più ricche di fossili del Cretaceo superiore nordamericano. Studiare lo smalto, anziché le ossa, ha un vantaggio preciso: resiste meglio alle alterazioni chimiche accumulate in milioni di anni sottoterra.
La tecnica si basa sui legami tra isotopi del carbonio e dell'ossigeno, la cui frequenza cambia a seconda della temperatura alla quale lo smalto si è formato. Più la temperatura era bassa, più questi legami risultano frequenti: un principio chimico che permette di leggere a ritroso le condizioni corporee dell'animale.
Il metodo, chiamato clumped isotope paleothermometry, legge nel dente fossile le temperature di 66 milioni di anni fa. Per applicarlo sono bastati pochi milligrammi di smalto, grazie al perfezionamento della tecnica che ha ridotto di circa il 90% la quantità di campione necessaria rispetto al passato.
Il confronto separa il calore corporeo dall'ambiente
Un numero da solo non basta: serviva capire se quella temperatura riflettesse davvero la fisiologia dell'animale o semplicemente il clima caldo in cui viveva. Per questo i ricercatori hanno analizzato anche cinque denti di crocodiliani vissuti nello stesso ecosistema, nella stessa formazione geologica.
Il risultato è stato netto: i crocodiliani avevano una temperatura media di 30,9 °C, sensibilmente più bassa di quella del T. rex. Anche le ricostruzioni basate sui bivalvi fossili della Hell Creek, che registrano soprattutto le condizioni della stagione calda, indicano per l'ambiente una temperatura media di circa 25,9 °C.
Dando uno sguardo alle specie attuali, la temperatura del T. rex è simile a quella degli elefanti moderni, mentre molti uccelli arrivano a 40-43 °C e le temperature dei rettili ectotermi variano con le condizioni ambientali.
Tre denti non spiegano tutto il metabolismo
Un dato così netto potrebbe sembrare la prova definitiva di un T. rex a sangue caldo, ma gli stessi autori dello studio invitano alla cautela. Una temperatura elevata da sola non permette di ricostruire con certezza il meccanismo metabolico che la produceva.
C'entra anche la stazza: la grande massa corporea del T. rex poteva aiutarlo a conservare il calore semplicemente per inerzia termica, un po' come succede a certi grandi animali attuali che restano caldi più a lungo solo perché sono enormi. Non è detto, quindi, che tutto quel calore nascesse da un metabolismo attivo come il nostro.
I numeri disponibili mostrano anche un limite: la ricerca considera soltanto tre denti appartenenti a due individui, perciò il dato di 36,3 °C non può essere esteso automaticamente a ogni T. rex mai esistito. Il risultato riguarda questa specie e non dimostra che tutti i dinosauri regolassero la temperatura nello stesso modo: servirà applicare lo stesso metodo ad altre specie per saperlo.