De André e la gogna di paese
Foto modificata con l'intelligenza artificiale

Una donna scende dal treno in un paesino vicino a Genova. Non infrange nessuna legge, eppure nel giro di poco tempo la macchina dell'invidia si mette in moto: le voci corrono, qualcuno chiama le forze dell'ordine e lei viene riaccompagnata alla stazione come un'indesiderata, nell’ipocrisia generale. 

È la trama di Bocca di rosa, la canzone che Fabrizio De André pubblicò nel 1967. Riascoltata oggi, mantiene la sua potenza come cronaca di una gogna pubblica.

Indice

  1. Una forestiera alla stazione di Sant'Ilario
  2. Le comari, la zitella e il furto d'amore
  3. Il binario degli ipocriti
  4. Una fermata più in là
  5. Testo Bocca di rosa

Una forestiera alla stazione di Sant'Ilario

Tutto comincia con un treno che si ferma in un paesino sopra Genova. Sant'Ilario esiste davvero: è un pezzo di collina alle spalle di Nervi, e allora aveva anche una sua stazioncina, oggi chiusa. Scende una donna, e basta un'occhiata per capire che non è venuta a fare la missionaria.

De André la presenta più o meno come farebbe un avvocato difensore. Mette subito in chiaro che lei “mette l’amore sopra ogni cosa”. E che quell’amore non lo fa per soldi, e nemmeno per ammazzare la noia: “lei lo faceva per passione”. Il guaio è che la passione non controlla la fede al dito degli uomini che le piacciono, e Sant'Ilario è piccolo. Nel giro di pochi giorni più di un marito del paese ha un segreto da custodire.

Le comari, la zitella e il furto d'amore

Le mogli se ne accorgono presto, e qui De André affila la lingua. Le paragona a cagnette a cui hanno portato via l'osso, e aggiunge che per un po' non sanno fare altro che sbraitare, visto che “non brillano di iniziativa”. È la prima fase di ogni gogna, quella del rumore: commenti, mezze frasi, sguardi dietro le persiane e, attualizzando, messaggi maligni nelle chat di gruppo.

Il rumore però non basta, ci vuole una regia e una presa di posizione concreta. Arriva una vecchia rosa dal risentimento, cintura nera di invidia, che si prende l'incarico con evidente piacere (“Si prenda la briga e di certo il gusto / di dare a tutte il consiglio giusto”). 

Prima di farla parlare, De André lascia cadere una delle sue frasi più taglienti: “Si sa che la gente dà buoni consigli se non può più dare cattivo esempio”. Poi la vecchia trova la parola giusta: “furto d’amore”. Un tradimento coniugale diventa un reato contro la comunità, e la gelosia si infila la toga del giudice.

Il binario degli ipocriti

Con un'accusa in mano, le comari vanno dal commissario. E l'ordine costituito risponde con uno zelo che ha qualcosa di comico: quattro gendarmi in alta uniforme, pennacchi e armi, per accompagnare al treno una donna che non ha commesso nessun reato.

Poi arriva la scena che vale da sola tutta la canzone. Alla stazione, per la partenza, si presenta il paese intero, autorità comprese, sacrestano incluso. Occhi rossi, cappelli in mano. Gli stessi uomini che fino al giorno prima la cercavano, e che non hanno speso una parola per difenderla, adesso sono avvolti dallo stesso pensiero nostalgico: “A salutare chi per un poco / Senza pretese, senza pretese / A salutare chi per un poco / Portò l'amore nel paese”.

Una gogna ha sempre un pubblico, e quel pubblico è fatto spesso di persone che in privato la pensano in tutt'altro modo. Condannare a voce alta, rimpiangere sottovoce: a Sant'Ilario lo fanno tutti, e nessuno sembra trovarci niente di strano.

Una fermata più in là

De André, però, non lascia vincere il paese. La notizia corre più veloce del treno, e alla stazione successiva Bocca di rosa trova una folla ad aspettarla, più numerosa di quella che l'ha salutata. Il parroco, che tra un rito e l'altro non ha smesso di apprezzare la bellezza, la vuole accanto a sé in processione: la statua della Vergine davanti, lei poco più indietro. Sacro e profano a spasso insieme per le vie del paese.

Lo scandalo, insomma, era tale solo a Sant'Ilario. Bastava scendere una fermata dopo.

Resta un ultimo scherzo del destino, e riguarda la lingua. "Bocca di rosa" è diventato un modo di dire per indicare una prostituta, cioè proprio l'etichetta che De André aveva smentito fin dalle prime strofe. Nel vocabolario, alla fine, l'ultima parola l'hanno avuta le comari. Nella canzone, per fortuna, no.

Testo Bocca di rosa

La chiamavano bocca di rosa

Metteva l'amore, metteva l'amore

La chiamavano bocca di rosa

Metteva l'amore sopra ogni cosa

Appena scese alla stazione

Nel paesino di Sant'Ilario

Tutti si accorsero con uno sguardo

Che non si trattava di un missionario

C'è chi l'amore lo fa per noia

Chi se lo sceglie per professione

Bocca di rosa né l'uno né l'altro

Lei lo faceva per passione

 

Ma la passione spesso conduce

A soddisfare le proprie voglie

Senza indagare se il concupito

Ha il cuore libero oppure ha moglie

E fu così che da un giorno all'altro

Bocca di rosa si tirò addosso

L'ira funesta delle cagnette

A cui aveva sottratto l'osso

Ma le comari d'un paesino

Non brillano certo in iniziativa

Le contromisure fino a quel punto

Si limitavano all'invettiva

 

Si sa che la gente dà buoni consigli

Sentendosi come Gesù nel tempio

Si sa che la gente dà buoni consigli

Se non può più dare cattivo esempio

Così una vecchia mai stata moglie

Senza mai figli, senza più voglie

Si prese la briga e di certo il gusto

Di dare a tutte il consiglio giusto

E rivolgendosi alle cornute

Le apostrofò con parole argute

"Il furto d'amore sarà punito"

Disse "dall'ordine costituito"

 

E quelle andarono dal commissario

E dissero senza parafrasare

"Quella schifosa ha già troppi clienti

Più di un consorzio alimentare"

Ed arrivarono quattro gendarmi

Con i pennacchi, con i pennacchi

Ed arrivarono quattro gendarmi

Con i pennacchi e con le armi

Spesso gli sbirri e i carabinieri

Al proprio dovere vengono meno

Ma non quando sono in alta uniforme

E l'accompagnarono al primo treno

 

Alla stazione c'erano tutti

Dal commissario al sacrestano

Alla stazione c'erano tutti

Con gli occhi rossi e il cappello in mano

A salutare chi per un poco

Senza pretese, senza pretese

A salutare chi per un poco

Portò l'amore nel paese

C'era un cartello giallo

Con una scritta nera

Diceva "addio bocca di rosa

Con te se ne parte la primavera"

 

Ma una notizia un po' originale

Non ha bisogno di alcun giornale

Come una freccia dall'arco scocca

Vola veloce di bocca in bocca

E alla stazione successiva

Molta più gente di quando partiva

Chi mandò un bacio, chi gettò un fiore

Chi si prenota per due ore

Persino il parroco che non disprezza

Fra un miserere e un'estrema unzione

Il bene effimero della bellezza

La vuole accanto in processione

 

E con la Vergine in prima fila

E bocca di rosa poco lontano

Si porta a spasso per il paese

L'amore sacro e l'amor profano

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