La proposizione completiva di fatto

La proposizione completiva di fatto, in latino, esprime una circostanza reale o che è presentata come tale. È retta, dunque, da verbi impersonali (ma possono anche non essere impersonali) o da espressioni che indicano:
- conseguenza: efficitur, sequitur.
- accadimento: est, fit, evenit, accidit, contingit, usu venit.
- constatazione: extremum est, satis est, inauditum est.
- risultato: facio, efficio, consequor, adipiscor.

È sempre introdotta da espressioni o congiunzioni subordinanti:
- ut (che), nel caso in cui la frase è positiva.
- ut non (che non), nel caso in cui la frase è negativa.

È espressa con il congiuntivo e segue la consecutio temporum:

Se nella reggente si ha un tempo principale con un rapporto di contemporaneità o anteriorità, il congiuntivo è espresso rispettivamente al presente e al perfetto. Per esempio:

Fit ut consules quaestoribus occurrant.
Fit ut consules quaestoribus occurrerint.

Se nella reggente si ha un tempo storico con un rapporto di contemporaneità o anteriorità, il congiuntivo è espresso rispettivamente all'imperfetto e al piuccheperfetto.
Per esempio:
Factum est ut consules quaestoribus occurrerent.
Factum est ut consules quaestoribus occurrissent.

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