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Origini ed evoluzione della lingua latina


1) Dal latino alle lingue neo-latine

A seguito della disgregazione dell’unità politica, sociale ed economica dell’ Impero romano il latino si è trasformato ed ha dato luogo alle lingue neolatine (francese, spagnolo, italiano, romeno, portoghese, catalano, sardo, provenzale e ladino). Alla base delle nuove lingue si collocano il latino volgare (parlato dai coloni, dai commercianti, dai soldati) e le lingue dei popoli indigeni preesistenti alla conquista romana. Il latino volgare e le lingue locali si sono fuse in modo diverso e da tale fusione sono nate le lingue neolatine

Es.

Latino classico: equus
Latino volgare: caballus
Francese: cheval
Italiano: cavallo
Spagnolo: caballo
Portoghese: cavalo
Rumeno: cal
Nel tempo il latino si è trasformato con l’apporto di civiltà più avanzate di quella romana come quella degli Etruschi e dei Greci, a cui si è aggiunta l’influenza di altri idiomi indoeuropei come il linguaggio dei Veneti, dei Celti. Il latino si è evoluto anche a causa delle vicende storiche che hanno portato Roma a espandersi intorno al Mediterraneo e ad entrare in contatto con la civiltà greco-ellenistica; è da aggiungere che durante il tardo impero, l’avvento del Cristianesimo ha introdotto nel latino letterario e volgare, termini caratteristici di questa religione.

Il latino che si studia oggi a scuola è il latino classico, modellato sui grandi scrittori, vissuti fra il I secolo a.C. ed il I° secolo d.C. e la grammatica e la sintassi sono desunte da essi.


2) Dal latino all’indoeuropeo

Come le lingue neolatine si possono ricondurre ad una matrice comune, anche il latino si presuppone che discenda da una lingua più remota, chiamata indoeuropeo. In questo caso, però, il procedimento è inverso cioè dalla discendenza si risale all’origine in base a somiglianze o analogie con altre lingue poiché dell’indoeuropeo non esiste alcuna traccia scritta
Gli indoeuropei costituivano un insieme di popoli che abitavano tra l’Europa e l’Asia e che, spinti da fenomeni naturali, si spostarono verso altre regioni. Le lingue indoeuropee sono: il germanico, il celtico, lo slavo, il baltico, il sanscrito, il greco, l’italico, l’armeno e l’iranico. Il latino, insieme all’osco-umbro fa parte dell’italico.
Delle lingue indoeuropee antiche, quelle che conosciamo meglio sono il latino ed il greco
Esempio: prendendo la parola “madre” nelle varie lingue europee, si può risalire scientificamente, cioè il supporto di documenti scritti, all’originale termine indoeuropeo.

Iranico: madar
Sanscrito: matar
Latino_: mater
Greco: meter
Celtico: mathir
Slavo: mati (da cui il russo mat)

Germanico: muoter (da cui il tedesco Mutter e l’inglese mother)

Da questi termini si presuppone un termine originario indoeuropeo “ma”.

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