Gabb_ di Gabb_
Ominide 31 punti

Latino - Regole di pronuncia e accenti


Il latino, come sappiamo, è la lingua da cui poi nascerà l'italiano e per questo diciamo che l'italiano è una lingua neolatina.
Tuttavia il latino presenta diversi modi di scrivere e di pronunciare le parole dall'italiano, ciò è dovuto dalle regole di pronuncia e dalla quantità delle sillabe.
Anzitutto bisogna precisare che nel corso del tempo la lingua latina ha subito diverse variazioni sopratutto nel periodo che identifichiamo come Alto Medioevo (a partire dal 476 d.C., data della caduta dell'Impero Romano d'Occidente, fino all'anno 1000 d.C.) e Basso Medioevo(a partire dall'anno 1000 d.C. fino al 1492, anno dell'inaugurazione dell'Età Moderna con la la scoperta dell'America). Oggi usiamo la pronuncia ecclesiastica che rende un tantino più semplice studiare la lingua in quanto basti pensare che nel latino classico mancavano alcune lettere dell'alfabeto. Vi siete mai chiesti perché nei monumenti pubblici o in Chiesa la lettera "U" è soppiantata dalla lettera "V"? Ebbene il motivo deriva proprio dal fatto che in origine la lettera "U" non esisteva, veniva utilizzata la "V" al suo posto.
Fatte queste premesse ecco qui di seguito tutte le regole di pronuncia applicate ai dittonghi che bisogna tenere a mente quando si legge un testo in latino:
ae = e es. caelum(cielo), pronuncia "celum"
oe = e es. poena(pena), pronuncia "pena"
= oe
ph = f es. philosophia(filosofia), pronuncia "filosofia"
ti = zi es. etiam(anche), pronuncia "eziam"
ti = ti (solo se il dittongo è preceduto da "s,t e x" o da "ì")
hic = "c" con suono duro
y = i
h = muta
Lavorando con i dittonghi, può capitarci di incontrare uno iato(le due vocali sono separate in due sillabe)e di conseguenza dobbiamo cambiare la nostra pronuncia: aer(aria), pronuncia "aer"; poeta(poeta), pronuncia "poeta".
In questo caso, talvolta sono scritti con la diaresi(i due punti sopra una lettera) posta sulla seconda vocale: aër, poëta.

Quantità e accento


La lingua latina distingue tra vocali brevi(ă,ĕ...) e vocali lunghe(ā,ē...), che rendono la sillaba breve o lunga; l'accento delle parole composte da tre o più sillabe cade sempre sulla penultima sillaba se questa è lunga(puēlla,pronuncia "puélla"); se invece la penultima è breve, l'accento cade sulla terzultima sillaba(discĭpŭla, pronuncia "discípula").
Le parole con due sillabe(bisillabi)sono accentate sulla penultima sillaba: vóco(io chiamo), páter(padre).
Hai bisogno di aiuto in Grammatica latina?
Trova il tuo insegnante su Skuola.net | Ripetizioni
Registrati via email
Consigliato per te
Maturità 2018: date, orario e guida alle prove