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Tettonica delle placche


La tettonica delle placche è la teoria che spiega il complesso dei fenomeni che interessano la crosta terrestre e i suoi mutamenti nel tempo. Tale teoria parte dal presupposto che non siano i continenti a muoversi e ad andare alla deriva, bensì placche litosferiche dalle quali essi sono trasportati. Essa fu formulata nel XX secolo sulla base di alcune ipotesi avanzate da diversi studiosi: in primo luogo, il geologo Harry Hess ipotizzò che oceani come l’Atlantico e il Pacifico si espandono a causa della fuoriuscita di magma dalle dorsali oceaniche. Il magma si deposita ai lati delle dorsali per aggregazioni successive identificabili con la magnetizzazione (ipotesi di Vine e Matthews). Infine fu dimostrata l’esistenza di strutture lineari (fosse di subduzione) lungo le quali si distrugge crosta vecchia, che viene spinta nel mantello. Nella subduzione due placche si scontrano e una delle due subduce; lo scontro può avvenire tra due placche oceaniche, in questo caso subduce quella più vecchia e pesante, o tra una placca oceanica e una continentale, e in questo caso subduce sempre quella oceanica poiché formata da rocce basaltiche, più dense e pesanti di quelle continentali. La subduzione svolge un ruolo fondamentale. Infatti, nonostante gli oceani si espandano, il volume della Terra resta costante: ciò è reso possibile proprio dal fenomeno della subduzione, che prepone l’esistenza di flussi convettivi all’interno della Terra. La placca che sprofonda nel mantello fonde diventando magma, il quale, grazie ai moti convettivi, a sua volta fuoriesce da un’altra dorsale oceanica, formando nuova crosta terrestre: il ciclo si ripete.
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