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Madagascar

Il Madagascar è un’isola che si trova nell'oceano Indiano, al largo della costa orientale dell'Africa, di fronte al Mozambico.
L'aggettivo associato al Madagascar (usato per indicarne la lingua nativa, le etnie e la cittadinanza) è malgascio.

Geografia

È la quarta isola più grande al mondo perciò il paesaggio e il clima sono molto vari. La caratteristica principale dell'isola è il colore rosso intenso del terreno poiché è ricco di ferro. Per questo motivo il Madagascar viene anche chiamato l'Isola Rossa (o il Continente Rosso). Al centro del paese è presente l'altopiano centrale. Le alture proteggono le valli fertili che vengono sfruttate per l'agricoltura; in queste zone sono numerose le risaie. Nel nord predominano le colline coperte da foreste. La costa orientale è ricca di vegetazione e di risorse naturali infatti vi si praticano la pesca, la caccia e l'agricoltura. Nel sud la pianura è fertile ma secca e ci sono aree coperte da savana e da steppa che è ricca di fichi d'India, detti raketa in malgascio; la popolazione coltiva il mais e la manioca che è una pianta le cui radici sono utilizzate dalla popolazione per il proprio sostentamento. Anche la costa occidentale è una vasta pianura adatta alla coltivazione. Tutta la parte occidentale dell'isola viene utilizzata per l'allevamento di bovini e ovini; soprattutto di zebù che vengono utilizzati per i lavori nei campi, per il trasporto, per produrre carne, per fabbricare con le corna oggetti di uso quotidiano e anche come animali totem; infatti sulle tombe si usa mettere un grosso cranio di zebù.

Le montagne della parte centrale dell'isola, che sono formate da una serie di vulcani spenti alcuni dei quali occupati da laghi, dividono il sistema dei fiumi del Madagascar in due versanti: il versante occidentale, dove sono presenti i fiumi navigabili che sfociano nel Canale del Mozambico, tra i quali vi sono i maggiori fiumi dell'isola: il Betsiboka, il Tsiribihina, il Mangoky e l'Onilahy, e il versante orientale, i cui corsi d'acqua, più brevi ed impetuosi, sfociano ad est nell'Oceano Indiano. Il lago più vasto è l'Alaotra.
Il clima del Madagascar è principalmente di tipo tropicale. Il versante orientale, a causa dell'esposizione ai flussi monsonici, è molto piovoso e spesso ci sono anche investito numerosi cicloni. Il clima è subdesertico nella parte occidentale e in quella meridionale. Le temperature sono elevate tutto l'anno. Le piogge sono concentrate durante l'estate australe che dura da novembre a marzo mentre da aprile a ottobre nel paese c’è una forte siccità. Nel sud del paese le piogge sono rare.

Storia

L’isola si è formata circa 140 milioni di anni fa distaccandosi dal continente africano e da quello indiano. I primi uomini a giungere sull'isola, fra 2000 e 1500 anni fa, erano probabilmente di origine indonesiana e malese; da questi primi coloni discendono le etnie malgasce come i Merina che abitano l'altopiano centrale. Dall'Africa giungono poi i flussi migratori di popoli bantu, che diedero origine a etnie nel sud dell'isola. Alcuni commercianti arabi fondarono i primi insediamenti sulla costa nord-occidentale intorno al X o XI secolo, soprattutto con l'intento di commerciare in schiavi. Inoltre gli Arabi influenzarono la popolazione del luogo con le loro usanze e tradizioni per esempio da esse acquisirono i nomi dei mesi.
Fu il portoghese Diogo Dias nel 1500 il primo Europeo ad avvistare l’isola, poiché era stato portato fuori rotta da una tempesta mentre rientrava dalle Indie diretto in Mozambico. Però Marco Polo aveva già riportato nelle sue narrazioni dell'esistenza del Madagascar e l’isola era già nota alle cartografie degli Arabi. Successivamente, Portoghesi, Francesi e Olandesi tentarono di colonizzare l'isola ma le malattie e l'ostilità degli indigeni lo impedivano. Non essendo sotto l’influenza delle grandi potenze europee, il Madagascar del XVI e XVII secolo divenne il rifugio ideale per i pirati che depredavano le flotte mercantili in transito per le Indie. Alcuni clan malgasci iniziarono a trafficare schiavi con l'Europa, ricevendo in cambio oro e armi da fuoco. Quest’afflusso di ricchezza portò alla formazione dei primi regni dell'isola.
Nel XVIII secolo si formò il regno dei Merina che stabilì come capitale Antananarivo e che aveva sotto controllo la parte centrale dell’isola. Dai primi anni del 1800 regnò Radama I che, tramite accordi, ottenne l'appoggio militare ed economico degli inglesi in cambio di azioni che ostacolassero la presenza francese nella zona. Nel 1824 Radama estese i propri domini fino alle coste e unificò il popolo Malgascio in un unico stato diventando il primo sovrano del Regno di Madagascar. Nel 1820 gli Inglesi firmarono un trattato nel quale dichiararono l'indipendenza del Madagascar, anche se poi l'influenza inglese rimase fino al XX secolo. Infine, Radama I introdusse il culto del cristianesimo. A lui succedette prima la moglie Ranavalona chiamata “la crudele” poiché perseguitava e condannava a morte i Cristiani e poi succedette il figlio Radama II. Nel 1881 il primo ministro Rainilaiarivony emanò un "Codice di 305 articoli" attraverso il quale modificava i costumi del popolo malgascio: venne soppressa la poligamia, vennero emancipati gli schiavi e si crearono i primi comuni. Nel 1885, durante il colonialismo dell’Africa, gli inglesi non si occuparono della conquista del Madagascar così i francesi il 6 Agosto 1896, durante la loro prima spedizione, nonostante le insurrezioni del popolo, trasformarono l’isola in un loro protettorato e fu abolita la schiavitù. Venne abolita la lingua malgascia dichiarando ufficiale quella francese e vennero afflitte pesanti pene e lavori forzati e chi non pagasse i tributi al governo. Inoltre vennero riorganizzate l'assistenza medica, l'insegnamento, lo sviluppo economico ed il commercio basato sul caffè. Durante la seconda guerra mondiale quando la Francia cadde in mano ai tedeschi, il Madagascar passò sotto il controllo del governo di Vichy così la Gran Bretagna ne approfittò nel 1942 per invadere l'isola. Però l’anno fu riconsegnata dagli inglesi alle forze di Francia Libera di de Gaulle. Nel 1947 ebbe luogo una rivolta per l’indipendenza che fu stroncata drasticamente in pochi mesi dalle truppe francesi. La sommossa provocò 60.000 - 100.000 morti. Successivamente nei primi anni cinquanta la Francia proclamò una serie di riforme che attribuivano al Madagascar una maggiore indipendenza. Il 14 ottobre 1958 tramite le elezioni nacque ufficialmente la Repubblica presidenziale del Madagascar, chiamata anche “Repubblica Malgascia”. Il 26 giugno 1960 finalmente il Madagascar divenne indipendente e il primo presidente ad essere eletto fu Philibert Tsiranana. Egli condusse una politica apertamente filo-francese cerando di allinearsi e seguire l'economia e la cultura dell'occidente e fu riconfermato nel 1965. In seguito il potere passò nelle mani di Didier Ratsiraka, che modificò profondamente lo stato e la politica estera malgascia in direzione di un socialismo filo-sovietico. Nel 1977 il suo partito fu il primo a essere legalmente riconosciuto, e fu fortemente ridotta la libertà di stampa. Il regime di Ratsiraka iniziò a vacillare negli anni ottanta, a causa di una forte crisi economica e del crescente isolamento internazionale del paese. L'opposizione chiese le dimissioni del presidente e l'instaurazione di un governo provvisorio in attesa di una nuova costituzione.
Nel 1991 ci furono scioperi generali che paralizzarono il paese, il 19 Agosto 1992 fu approvata una nuova costituzione, il 10 febbraio del 1993 fu eletto il nuovo presidente Albert Zafy e il 16 Giugno 1993 si formò una nuova Assemblea Nazionale. Tutto ciò portò alla nascita della "Terza Repubblica". Nelle elezioni del 1996 fu rieletto il partito di Ratsiraka e nel 1998 fu introdotta una nuova costituzione. L'opposizione a Ratsiraka è stata rappresentata da Marc Ravalomanana sindaco di Antananarivo. Nel dicembre 2001 ci furono le elezioni e Ravalomanana fu il vincitore e Ratsiraka abbandonò il paese mettendo fine così alla guerra civile che per sei mesi ha inginocchiato il paese.
Ravalomanana fu rieletto durante le elezione del dicembre del 2002. Dal luglio del 2003 è parte attiva dell’Unione Africana. Attualmente il paese è una repubblica presidenziale, la situazione è stabile, il turismo è ritornato e ci sono speranze positive per il futuro anche perché Ravalomanana sembra essere aperto a rapporti con gli investitori esteri e promuovere la costruzione di aziende per far riprendere l'economia.

Popolazione e religioni

Nel Madagascar vivono circa quindici milioni di abitanti, la densità è di 28 ab./km² su una superficie di circa 587.040Km² pari al doppio di quella dell’Italia. Le lingue ufficiali sono il malagasy (di origine malayo-polinesiana), il francese e l’inglese che viene utilizzato solo per i rapporti con il Sudafrica e gli altri paesi anglofoni. Le scuole sono organizzate in quattro fasi: educazione di base (sei anni), formazione secondaria di base (quattro anni), formazione secondaria specializzata (tre anni) e formazione universitaria. Nonostante ciò il livello di analfabetismo in Madagascar è ancora piuttosto elevato (intorno al 60% della popolazione).

Si distinguono diciotto gruppi etnici principali, prevalentemente di origini per metà malesi e per metà africane, con influenze arabe, indiane ed europee. Le popolazioni principali sono: quella Merina (a cui appartengono 3 milioni di persone) e quella Betsileo (a cui appartengono 2 milioni di persone) che abitano la zona centrale dell’isola; le popolazioni della costa sono di origine africana quindi appartengono al gruppo di etnie bantu. Il più grande gruppo tribale costiero è quello degli Betsimisaraka (a cui appartengono 1,6 milioni di persone).
Circa metà della popolazione malgascia è dedita a culti tradizionali locali. Soprattutto i Merina che seguono rigorosamente i loro riti tradizionali. Ritengono che gli antenati defunti divengano divinità e seguano con attenzione le vicende dei loro discendenti ancora in vita. Sia i Merina che i Betsileo hanno una pratica di "risepoltura", in cui i resti dei defunti vengono tolti dalle tombe, avvolti in nuovi sudari, e poi riposti nei loro sepolcri dopo alcune cerimonie. Il 45% dei malgasci sono invece cristiani, di cui metà sono cattolici e metà sono protestanti. In molti casi, il cristianesimo malgascio mantiene alcuni tratti derivanti dalle credenze tradizionali, come il culto dei morti. La Chiesa Cattolica non respinge queste pratiche mentre i pastori protestanti sono contrari. Sulle regioni costiere è presente una minoranza di musulmani. Tutte queste etnie diverse fra loro convivono e si integrano in modo pacifico.

Politica

Il paese è una repubblica presidenziale. La costituzione vigente (quella del 1998) prevede come istituzioni principali del paese il Presidente, il Parlamento (detto "Assemblea Nazionale"), il Senato, il Primo Ministro col suo gabinetto e un potere giuridico indipendente. Il presidente viene eletto per suffragio universale e rimane in carica 5 anni. L'Assemblea Nazionale comprende centosessanta rappresentanti eletti con voto diretto ogni cinque anni. Il Senato comprende novanta senatori in carica per sei anni. Il Primo Ministro e un consiglio di altri ministri si occupano della gestione del governo e dell'applicazione della legge; il Primo Ministro è scelto dal Presidente. La Corte Costituzionale ha lo scopo di giudicare della costituzionalità delle nuove leggi.

Economia

La moneta utilizzata è l’Ariary. Le principali risorse economiche del Madagascar sono il turismo, l'esportazione tessile, la produzione agricola e l'estrazione mineraria. L'attrazione principale per i turisti sono le numerosissime specie di lemuri e le spiagge coralline del nord intorno a Nosy Be che è la principale meta turistica del paese. L'esportazione tessile e di abbigliamento è rivolta soprattutto agli Stati Uniti e ai mercati europei. L'esportazione agricola riguarda i prodotti come la vaniglia (di cui il Madagascar è il primo produttore al mondo), litchi, caffè tabacco e oli essenziali. Il più importante prodotto agricolo del Paese è il riso. Nel settore della pesca sta crescendo l’esportazione di gamberi. Le risorse del sottosuolo non sono abbondanti; ci sono alcuni giacimenti di petrolio e di gas naturale. L'estrazione mineraria è soprattutto svolta da società straniere; si estraggono per lo più minerali come la grafite, la mica e l’oro. La disponibilità energetica è limitata. Negli ultimi anni l’isola sta subendo un progressivo processo di deforestazione che insieme all’eccessivo sfruttamento del suolo causato dall’aumento di popolazione e quindi una maggiore richiesta di cibo ha avviato un processo di desertificazione. Sono questi i motivi per cui numerose specie animali e vegetali sono in pericolo di estinzione.
L'industria è poco sviluppata. Un settore produttivo è quello della manifattura tessile e della trasformazione dei prodotti agricoli.

Flora e fauna

Sull'isola mancano quasi completamente le specie animali e floreali tipiche dell'Africa continentale. Si trovano sull'isola circa 170 tipi di palme; una delle specie più tipiche dell'isola è la cosiddetta “palma del viaggiatore”. Vi sono inoltre numerose specie di felci e bambù; un migliaio di specie di orchidea (tra cui quella da cui si ricava la vaniglia), molte piante carnivore e otto specie di baobab fra cui il “baobab bonsai” e il “baobab bottiglia”.
Nel Madagascar e nelle isole vicine vivono tutte le specie di lemuri esistenti, così come i due terzi delle specie note di camaleonti e numerosi tipi di tartarughe. Fra le altre specie animali presenti sull'isola ci sono i coccodrilli e sessanta specie di serpenti. Al largo dell'isola di Sainte-Marie, altra meta turistica, transitano stagionalmente le balene.

Principali personalità

• Jean-Joseph Rabearivelo (4 marzo 1901 - 23 giugno 1937) è ampiamente considerato come primo poeta moderno dell'Africa. Ha scritto circa 20 opere letterarie di poesia, teatro, narrativa e critica letteraria, ma sembra che solo la metà delle sue opere sia state pubblicate al momento della sua morte. Le più famose sono: “La coupe de cendres”, “Sylves” e “Volumes”. Nel pomeriggio del 23 giugno 1937, dopo aver inviato lettere di addio, Rabearivelo si tolse la vita avvelenandosi all’età di 36 anni, probabilmente a causa dei troppi debiti accumulati.

• Michèle Rakotoson (nata nel 1948) è una scrittrice, giornalista e regista. Dal 1983 vive in Francia, dove oltre ad essere un’insegnante di letteratura scrive numerosi romanzi tra cui: “ Le bain des reliques: roman malgache” e “Dadabe: et autres nouvelles”.

• Toussaint Rabenala è un ex saltatore di salto triplo che ha vinto numerose medaglie d’oro ai campionati d’Africa e ha anche collezionato due record nazionali.

• Rosa Rakotozafy è un atleta in pensione che si è specializzata nei 100 metri ostacoli. Ha vinto due medaglie d’oro ai campionati d’Africa.

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