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Risorse ed economia-Grecia

L'ingresso nell'Unione Europea ha dato un impulso positivo all'economia del Paese, incentivando le imprese locali e favorendo l'insediamento di industrie straniere. La Grecia deve però risolvere il problema degli squilibri esistenti tra le regioni ricche, come l'Attica, dove la "Grande Atene" accoglie oltre la metà delle fabbriche di tutto il Paese, e quelle povere e sempre più spopolate dell'entroterra.
I finanziamenti dell'UE hanno favorito la diffusione di sistemi agricoli avanzati, che poco alla volta si stanno costituendo a quelli tradizionali ancora molto usati. Le principali colture sono quelle tipiche delle aree mediterranee: la vite, l'ulivo, il tabacco, il cotone, la barbabietola da zucchero, il frumento, e gli agrumi. L'allevamento è ben sviluppato, soprattutto quello ovino e caprino. Rilevante è anche l'apicoltura. Lungo le coste si pratica la pesca del pesce azzurro e delle spugne.

Esistono giacimenti di lignite, bauxite, nichel e amianto. Il settore industriale , che si concentra nell'area della capitale e nella conurbazione di Salonicco, è scarsamente diversificato: i settori più fiorenti sono quelli del tessile, dell'alimentare e della chimica.
Lo sviluppo della rete stradale e di quella ferroviaria è fortemente ostacolato dalla presenza delle catene montuose sul territorio.
Le comunicazioni via mare sono invece ben sviluppate e assicurano i collegamenti sia con le isole nazionali sia con gli altri Paesi del Mediterraneo. I principali porti sono il Pireo,presso Atene, Salonicco e Patrasso. L'attività più fiorente è il turismo: circa 10 milioni di visitatori giungono ogni anno in Grecia, attratti dalle bellezze del paesaggio, dal clima e dal valore delle aree archeologiche. Le mete più frequentate sono Atene e le isole, dove si concentra quasi il 90% dei flussi turistici interni e stranieri.

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