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I regimi pluviometrici

Il regime pluviometrico è la ripartizione tra i singoli mesi della quantità media annua delle precipitazioni registrate in un luogo. In base a tale ripartizione, si distinguono i seguenti regimi pluviometrici: equatoriale, subequatoriale, tropicale, monsonico, desertico, mediterraneo, regime delle regioni temperate, polare.
Il regime equatoriale è caratterizzato da piogge abbondanti in tutti mesi con un massimo nel momento degli equinozi. Questo succede perché, all’equatore il sole passa allo zenit nei giorni dell’equinozio; in qui giorni, essendo i raggi solario perpendicolari, si verifica un forte riscaldamento e che determina un movimento ascendente dell’aria molto più attivo.
Il regime subequatoriale ha due stagioni umide, a causa di grandi masse d’aria ascendente, e due stagioni secche, a causa del predominio degli alisei. Mentre si ha una lunga stagione secca nell’emisfero nord, nell’emisfero sud si verifica quella breve e viceversa. Allontanandoci dall’equatore, ma restando sempre nella zona subequatoriale e quindi fra i tropici, vediamo il sole passare allo zenit due volte all’anno, ma in giorni diversi da quelli dell’equinozi e dei solstizi che variano col variare della latitudine; man mano che si va verso i tropici, i due passaggi allo zenit, che causano piogge abbondanti, si avvicinano sempre più l’uno all’altro.
Il regime tropicale ha un solo periodo piovoso e un solo periodo secco. Ai tropici, il passaggio del Sole allo zenit avviene soltanto una volta all’anno: il giorno del solstizio di giugno al Tropico del Cancro ed il giorno del solstizio d’inverno al Tropico del Capricorno. Pertanto, in prossimità dei tropici, la breve stagione del regime subequatoriale che si riduce sempre di più, scompare e l’anno risulta quindi diviso in un periodo piovoso ed in uno secco.
Il regime monsonico ha, anch’esso, ha un periodo piovoso, corrispondente al semestre in cui soffia il monsone dal mare, e in uno secco, corrispondente al semestre in cui soffia il monsone di terra.
Il regime desertico presenta precipitazioni scarse e molto irregolari. Infatti, possono passare perfino vari anni senza che piova.
Il regime mediterraneo comporta precipitazioni soprattutto invernali ed una accentuata siccità estiva. Questo è causato dallo spostamento verso nord (nel nostro emisfero) e verso sud (nell’emisfero australe) delle zone delle alte pressioni subtropicali. Poiché d’inverno queste zone si ritirano verso i tropici, subentrano i venti occidentali e le depressioni barometriche dei fronti polari che portano precipitazioni.
Nel regime delle regioni temperate una vera stagione secca non esiste. La maggiore o minore piovosità nelle varie stagioni è determinata soprattutto dalla distribuzione dei mari e delle terre e anche dall’orientamento delle ciste e dei rilievi. Nel regime delle regioni temperate possiamo distinguere un regime di tipo marittimo (con precipitazioni invernali, portate dai venti occidentali e dalle depressioni barometriche dei fronti polari) e un regime di tipo continentale (con prevalenza di precipitazioni estive).
Il regime polare è caratterizzato da scarse precipitazioni perché a causa delle basse temperature, l’aria non contiene grandi quantità di vapore acqueo. Le precipitazioni sono tutte nevose, causate soprattutto da depressioni barometriche.
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