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Rappresentare la Terra

Dopo le grandi scoperte geografiche dei secoli XV e XVI si sono potuti disegnare dei planisferi che rappresentavano i mari e le terre emerse, con forme via via sempre più precise. Il primo atlante del mondo, il Theatrum Orbis Terrarum del cartografo Ortelius, fu pubblicato nel 1570. Ma a quell’epoca non si conosceva ancora l’esistenza dell’Australia, e l’interno delle Americhe e dell’Africa era in gran parte sconosciuto. Solo dalla metà dell’Ottocento la rappresentazione di tutti continenti ha cominciato a essere molto vicina alla realtà. Poiché la Terra ha una forma quasi sferica, l’unico strumento che consente di rappresentarla con precisione è il globo, meglio conosciuto come mappamondo. Il globo consente di rendersi conto con precisione della forma e della posizione dei continenti e degli oceani, ma non permette di vedere tutto contemporaneamente ed è inoltre poco pratico per misurare la distanza tra due punti. Per questo la Terra viene normalmente rappresentata attraverso le carte, che riproducono la superficie terrestre distesa su un piano. Tuttavia, è impossibile rappresentare su un piano la superficie di una sfera senza deformarla, alterando la forma dei continenti, le distanze e le misure delle diverse zone. Nelle carte che rappresentano regioni non molto grandi, come per esempio l’Europa, le deformazioni sono lievi, ma Via via che le superfici rappresentate diventano più ampie le deformazioni aumentano e la carta si fa sempre più imprecisa. Per costruire le carte si ricorre al principio geometrico delle proiezioni. Una soluzione molto diffusa è quella che consiste nel proiettare il reticolo di meridiani e paralleli della sfera sulla superficie di un altro solido -come un cilindro o un cono che poi viene distesa su un piano per consentire la realizzazione della carta. In questa pagina possiamo vedere come si realizzano alcune delle più comuni proiezioni geometriche di una sfera su un piano. Qui accanto invece, vediamo come funziona una proiezione cilindrica nella quale i meridiani non sono più convergenti, per cui le regioni polari risultano ingigantite e una proiezione conica, che invece rispetta la convergenza dei meridiani e consente quindi una minore deformazione.

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