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Le scale di intensità e la magnitudo servono per valutare la forza di un terremoto. I primi dati per analizzare tale forza sono gli effetti prodotti dal terremoto, quindi venivano delimitate le aree interessate per poter recare aiuto. Verso la fine del ‘700 Pignataro (medico) in base ai danni e alle vittime fece il primo tentativo di classificazione stabilendo una scala con 4 categorie: leggero, moderato, forte e fortissimo. Successivamente Mercalli introdusse una scala di 10 gradi che fu più volte modificata per i materiali introdotti nelle costruzioni (meno sensibili). La scala d’intensità usata oggi è la scala MCS divisa in 12 gradi (o MSK), l’intensità viene stabilita in base agli effetti prodotti su persone e ambiente. Ad ogni località viene assegnato un grado di intensità (massimo nell’epicentro e decrescente) dopo aver riportato i valori dell’intensità sulla carta vengono disegnati dei confini nelle zone con intensità diverse ottenendo curve chiuse dette isosisme e la più interna racchiude l’epicentro macrosismico (area dell’epicentro), quella più esterna individua l’area entro cui il terremoto ha provocato danni.La forma e l’andamento delle isosisme forniscono informazioni sulla struttura geologica dell’area. Inoltre sono stati creati cataloghi sismici che classificano migliaia di terremoti.

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