La Jugoslavia (Stato degli Slavi del Sud) nacque nel 1918 dopo la disgregazione dell'impero ottomano e di quello austro-ungarico ed era formata da Serbia, Montenegro, Macedonia, Croazia, Slovenia e Dalmazia; nel 1921 la Jugoslavia divenne una monarchia guidata dalla Serbia.
Nel 1941 il Paese fu occupato dalle truppe italo-tedesche e nel 1945 fu proclamata la Repubblica Federativa Socialista (con Tito che concesse ampia autonomia agli Stati e con la certezza che in politica estera la Jugoslavia non era legata ad Usa e Urss) con i territori di Italia (Istria e Venezia Giulia), Kosovo e Vojvidina.
La popolazione era formata da 5 etnie: Serbi, Croati, Sloveni, Macedoni e Montenegrini e da minoranze linguistiche come albanesi, ungheresi, zingari, turchi, bulgari, romeni, slovacchi e italiani.
Le lingue ufficiali erano il serbo-croato e lo sloveno; dal punto di vista religioso vi erano Ortodossi (soprattutto in Serbia), Musulmani, Cattolici (sopratutto in Slovenia e Croazia), Protestanti ed Ebrei. Dopo la morte di Tito e la crisi economica degli anni '80, Croazia, Slovenia, Macedonia e Bosnia-Erzegovina si dichiararono indipendenti tra il 1991 e il 1992 mentre Serbia e Montenegro formarono l'attuale Repubblica Federale di Jugoslavia. Con gli accordi di Dayton firmati da croati, Serbi e Musulmani nel 1995 vi è stato riconosciuto il principio di sovranità del territorio anche se non sono state riconosciute le geolocalizzazioni delle etnie con la conseguente presenza di profughi (solo in Bosnia sono 2 milioni).

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