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Italia-vulcani

Il versante tirrenico è caratterizzato da una fascia di apparati vulcanici, di cui già abbiamo fatto cenno; la maggior parte di essi sono inattivi e coperti fino alla cima da boschi, mentre le falde, fittamente abitate, offrono terreni fertilissimi all'agricoltura. Procedendo da nord verso sud, ecco il Monte Amiata, con il suo duplice cono vulcanico, poi nel Lazio, non molto distanti dalla costa, i colli vulcanici dei Vulsini, dei Cimini, dei Sabatini e degli Albani. In Campania i fenomeni del vulcanesimo sono ancora attivi o spenti di recente: il gruppo del Roccamonfina è rimasto inattivo in epoca storica, il Somma-Vesuvio attraversa una fase di quiescenza dal 1944, mentre in attività sono i fenomeni vulcanici nei vicini Campi Flegrei e nelle isole prospicienti il Golfo di Napoli; l'Epomeo dell'isola d'Ischia è un vulcano spento in epoca storica.
Anche nel versante adriatico si presenta un apparato vulcanico nel Monte Vulture, ora spento e ricoperto da una ricca vegetazione. Fenomeni di vulcanesimo attivo si ha in Sicilia con il Monte Etna le cui eruzioni si verificano, generalmente, non tanto nel cratere principale quanto nei crateri laterali aperti sul fianco Nord-orientale della montagna. Distretto vulcanico è il gruppo delle Isole Eolie alcune delle quali sono interessate tuttora da fenomeni attivi. Nella Sardegna un apparato vulcanico è quello del Monte Ferru e isole vulcaniche sono S. Pietro e Sant'Antioco.

Generalmente tutti questi distretti vulcanici sono anche interessati da movimenti sismici, spesso di grande intensità e tali da provocare morte e distruzione. Accanto a queste zone vanno ricordate per le loro manifestazioni sismiche: la costa occidentale della Liguria, la regione meridionale della romagna a sud di Forlì, il mugello in toscana. ma la zona di massima sismicità si trova nella regione del gran sasso della Maiella e del Matese dove gravissimi terremoti anche recentemente hanno provocato danni e rovine. terremoti di grande intensità interessano anche le coste tirreniche della calabria meridionale e l'adiacente costa sicula, forse da collegarsi con i distretti vulcanici delle isole Eolie e dell'Etna.Recentemente il terremoto che ha colpito la sicilia occidentale (gennaio 1968) ha rivelato in questa parte dell'isola un'altra zona di elevata sismicità, finora sconosciuta.

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