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Indonesia – l’aspetto economico


L’economia indonesiana è tuttora basata sul settore agricolo, che occupa oltre la metà della popolazione attiva. Si tratta, per lo più, di un’agricoltura di sussistenza, condotta con metodi arcaici, insufficienti a soddisfare il fabbisogno alimentare della numerosa popolazione. La principale coltura è il riso, di cui l’Indonesia è il terzo produttore mondiale dopo Cina e India. Questo cereale costituisce, insieme con il pesce, l’alimento base per la popolazione. Vengono inoltre prodotti manioca, patate dolci, mais, frumento, frutta e ortaggi. A differenza dell’agricoltura tradizionale, quella di piantagione è molto avanzata e sviluppata; i prodotti più tipici sono: tè, tabacco, palme da olio, noci di cocco, banane e canna da zucchero, che vengono destinati al commercio con l’estero.
Pure destinato all’esportazione è il legname ricavato dal ricchissimo manto forestale che offre essenze pregiate quali teak, bambù, ebano, sandalo, ma soprattutto caucciù di cui il Paese è il primo produttore mondiale. L’allevamento non è molto sviluppato, anche a causa della povertà di spazi adatti alla sua conduzione; la pesca, al contrario, è molto diffusa sia nelle zone costiere, sia nelle acque interne, dove è particolarmente fiorente l’allevamento delle carpe.
Le risorse del sottosuolo sono buone. Oltre al petrolio, si trovano ricchi giacimenti di gas naturale, stagno, di cui il Paese è il secondo produttore mondiale, nichel, bauxite, carbone, uranio e rame. L’attività industriale, nel complesso poco sviluppata, interessa il settore estrattivo, petrolifero, tessile, del tabacco, chimico e alimentare.
In assenza di un consistente tessuto industriale, l’economia nazionale sta organizzando l’industria turistica, che può essere favorita dalle bellezze naturali e artistiche del Paese.
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