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Perché i soldati bambini?
Mezzo milione di bambini sono impiegati negli eserciti regolari e nei gruppi armati di opposizione in 85 Paesi; più di 250. 000 di questi prendono parte ai combattimenti in 35 Paesi, e ben 120.000 solo nel Continente africano.
La maggior parte ha fra i 14 e 18 anni, ma molti sono anche più piccoli. Un esercito di cui si parla poco, come se fosse “invisibile”.
I bambini possono uccidere perché le armi individuali moderne sono leggere e facili da usare. Vengono reclutati perché costano poco ed è facile condizionarli ad uccidere senza riflettere e ad accettare il pericolo. In più,difficilmente disertano.
Il reclutamento spesso avviene tramite la forza. I bambini vengono minacciati di morte, o di subire amputazioni, e talvolta vengono effettivamente torturati.
Ai piccoli soldati viene in genere ordinato un atto brutale per far vivere il loro battesimo del fuoco e renderli psicologicamente malleabili. Quando vengono rapiti,vengono poi minacciati di ritorsioni verso le loro famiglie nel caso disertino. In altri casi, i bambini si aggregano a gruppi armati per trovare rifugio o compiere vendette. I soldati bambini vivono in un mondo di brutalità inflitte da loro e contro di loro. Le punizioni sono severe e la vita è breve.

Anche le bambine vengono reclutate: sono le più “invisibili”, ma la loro presenza è nota fin dagli anni Novanta.
Vengono utilizzate anche per combattere,ma soprattutto come schiave,violente e costrette a fare da “mogli ai capi”.
Generalmente , i soldati bambini vengono imbottiti di alcol o droghe. La loro sensibilità alla violenza viene così ridotta, e obbediscono agli ordini per poter soddisfare la loro dipendenza da quelle sostanze. Così , dopo qualche tempo,tutto quello che vogliamo è un’arma,una bottiglia di vodka e una reputazione di assassino.
Per la loro impulsività e la loro ingenuità,i bambini sono più facilmente uccisi o feriti sul campo di battaglia,rispetto ai soldati adulti. Molti di loro rimangono mutilati tutta la vita.

La storia di Ishmael
Dal 1991 al 2002 la guerra civile in Sierra Leone ha causato 50 000 morti.
Durante il conflitto migliaia di bambini e ragazzi sono stati arruolati dall’esercito e dai ribelli.
Nel 2002 il 30% dei combattenti aveva meno di 15 anni. Il pensiero dei contendenti circa l’utilizzo dei soldati bambini è ben espresso da una dichiarazione dei portavoce del Fronte Rivoluzionario Unificato: “Il Fronte non crede che l’utilizzo dei bambini come soldati sia conveniente. Se hanno solo cinque o sei anni sono troppo giovani per combattere. Noi impieghiamo soltanto i ragazzi più grandi,a partire dai dieci o undici” !

Ishmael Beah , nato in Sierra Leone nel 1980, ha combattuto nell’esercito dal 1993 al 1995 ; nel 1996 è stato accolto in una comunità di recupero,infine adottato negli Stati Uniti da una donna di New York:qui ha potuto scrivere la sua autobiografia.

Per loro,la guerra non finisce mai
La storia di Ishmael è a lieto fine.
In genere,però quando arriva la pace,per i soldati bambini è ,ancora peggio. Hanno perduto le loro case,riferimenti,educazione,senso morale e l’opportunità di un normale sviluppo sociale. Il ritorno a casa può diventare impossibile se questa non esiste più o se in quel luogo si è visto o compiuto qualcosa di orribile.
I bambini devono poi superare gli effetti della droga e dell’alcolismo,prima di diventare cittadini normali. Non hanno ricevuto nessuna formazione che permetta loro di esercitare un lavoro.
Non deve quindi sorprendere se il più delle volte la loro esistenza si consuma nel crimine,ed è un miracolo se riescono a condurre una vita equilibrata. Molti di loro finiscono infatti per diventare mercenari in una nuova guerra.
Solo nel 2000 si è finalmente varato il “Protocollo sui Bambini Soldati” in cui viene fissata l’età minima per il reclutamento militare obbligatorio a scopi bellici: 18 anni, e non di meno.
Si tratta del protocollo opzionale alla Convenzione sui Diritti dell’infanzia che si occupa in maniera specifica del coinvolgimento dei bambini in conflitti armati ed è stato ratificato da quasi tutti i governi del mondo.
Ma il divieto è ancora sulla carta. Anzi,pare che negli ultimi conflitti etnici la presenza dei soldati bambini sia addirittura in aumento.

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