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Fiumi europei e italiani



L’Europa è ricca di fiumi che, in linea di massima, sono più brevi rispetto a quelli degli altri continenti per la minore estensione del suo territorio.
I fiumi europei possono essere raggruppati in base al mare in cui riversano le proprie acque.
Nell’Oceano Atlantico defluiscono i corsi d’acqua caratterizzati da una lunghezza media, da portate abbondanti e da una buona navigabilità.
Tra i più importanti ricordiamo: il Tago e il Duero nella Penisola Iberica, la Garonna, la Loira, il fiume più lungo di Francia, e la Senna, il fiume di Parigi.
Nel Mare del Nord sfociano la Mosa, il Reno, l’Elba e il Tamigi, il fiume di Londra .
Nel Mar Baltico sfociano l’Oder, la Vistola e la Dvina occidentale; nel Mar di Barents la Dvina settentrionale, il Mezen e la Pecora, fiumi che restano bloccati dal ghiaccio da novembre fino a maggio.

I corsi d’acqua che sboccano nel Mar Mediteranneo hanno una portata che dipende dalle stagioni e che mediamente è minore rispetto a quella degli altri fiumi europei; inoltre non sono molto lunghi perché le montagne scendono a precipizio sul mare e le pianure non sono molto estese. Tra questi i principali sono l’Ebro, il Rodano e il Po.
Sono invece i fiumi più lunghi del continente, con una portata abbondante e regolare, quelli che sfociano nel Mar Nero, cioè il Danubio, il Dnepr, il Don, e i corsi d’acqua che terminano nel Mar Caspio, cioè il Volga, il fiume più lungo del continente, e l’Ural, che segna il confine tra Europa e Asia.
Anche l’Italia è ricca di fiumi, ma quasi tutti hanno un percorso breve per la vicinanza al mare delle sorgenti montane. I principali sono quelli che nascono dalle Alpi (Po, Adige, Adda, Oglio); i maggiori fiumi appenninici sono il Tevere e l’Arno.