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L’impatto ambientale

L’Europa ha conosciuto nell’ultimo mezzo secolo uno sviluppo economico senza precedenti che, però, e negative a causa dell’eccessivo sfruttamento dell’ambiente e del degrado del territorio.
Le regioni d’Europa più compromesse sono:
• la fascia centrale;
• le aree industriali urbane;
• alcune tra le più grandi città del Mediterraneo.
L’inquinamento atmosferico si manifesta con la presenza nell’aria di sostanze che sono tossiche per l’uomo, gli animali, le piante, i suoli e talvolta anche distruttive per gli edifici.
I principali responsabili dell’inquinamento sono:
• le produzioni industriali;
• la produzione di energia termoelettrica;

• gli impianti termici di riscaldamento;
• i mezzi di trasporto.
Tutte queste attività inquinano l’atmosfera immettendovi sostanza chimiche, gas e particelle sospese.
Nel Regno Unito è stato approvato fin dal 1956 il “Clear Air Act” che permetteva il controllo delle emissioni da combustione provenienti sia da impianti termici di riscaldamento domestico sia da impianti industriali.
La Francia sta adottando dal 1961 una legge che pone una particolare attenzione agli effetti degli agenti inquinanti sulla conservazione dei monumenti.
La Germania è il Paese che ha adottato le leggi di tutela ambientale più rigorose.
L’acqua è un bene primario e l’Europa non sembra avere gravi problemi di rifornimento,
in realtà, la situazione presenta vari aspetti allarmanti:
• fiumi e falde acquifere sono spesso gravemente inquinati dai fertilizzanti e dai diserbanti chimici;
• molte zone costiere non hanno ancora depuratori;
• il problema dello smaltimento dei fanghi inquinati prodotti dai depuratori di acqua resta ancora largamente insoluto;
• quasi la metà della popolazione ha un rifornimento carente durante la stagione estiva;
• le reti di distribuzione dell’acqua sono molto vecchie e un’insufficiente manutenzione causa la perdita del 25% dell’acqua distributiva.
I rifiuti sono quasi ovunque classificati in tre categorie: urbani, industriali e pericolosi.
Negli anni successivi alla Seconda guerra mondiale la produzione totale di rifiuti è cresciuta in modo vertiginoso.
Oggi tutti i Paesi ricchi, industrializzati, produttori e consumatori di grandi quantità di beni devno necessariamente risolvere il problema dello smaltimento dei rifiuti.
Per i rifiuti urbani le soluzioni appaiono sostanzialmente due:
• una è la drastica riduzione degli imballaggi a perdere;
• la seconda è la raccolta differenziata, seguita da un’altra percentuale di riciclaggio dei materiali.
Per i materiali non riciclabili lo smaltimento avviene attraverso l’incenerimento o la messa in discarica.
I rifiuti tossici devono essere collocati in discariche specifiche, poco numerose e quasi sature in tutta Europa.
L’inquinamento acustico arreca notevoli danni all’organismo umano.
La lotta contro questo tipo di inquinamento richiede l’utilizzo di materiali fonoassorbenti per la costruzione di abitazioni e luoghi di lavoro.
Soprattutto si rende necessaria una severa regolamentazione di controllo di tutte le emissioni sonore che superino determinati livelli di disturbo.
In Germania, il rumore costituisce uno dei maggiori problemi ambientali, tanto da essere la causa di quasi un terzo delle malattie professionali ufficialmente accertate.

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