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Fin dai tempi più antichi, genti diverse usavano lo spazio dell'Europa centro-orientale come porta per passare dalla zona occidentale del continente all'est, e per compiere il viaggio inverso. Polonia e Ungheria sono per lo più pianeggianti (quasi metà del territorio ungherese è occupato dalla pianura chiamata puszta): non ci sono catene montuose capaci di sbarrare il passo a popoli in marcia. Cosi dapprima i Celti, poi i Romani, gli Unni, gli Ostrogoti, i Magiari entrarono nelle pianure, vi si stabilirono e lasciarono nei monumenti, nei costumi e nelle lingue le tracce delle loro culture e civiltà. Potenti regni e imperi si susseguirono, trasformando le città in capitali d'arte: Praga, Varsavia, Bratislava, Budapest sono oggi mete turistiche molto frequentate, con gli edifici, le cattedrali, i ponti e le piazze dal sapore antico. La Polonia si affaccia sul Mar Baltico con una costa bassa e sabbiosa, orlata da lagune che si chiamano zalew. Poco più a sud, grandi foreste ammantano una splendida regione di laghi e specchi d'acqua, paradiso di escursionisti e appassionati di canoa. Poi il territorio si solleva gradatamente, fino alle cime tondeggianti dei Sudeti, i "Monti dei giganti", e alle più aguzze vette dei monti Tatra. Bisogna valicare la regione montuosa e boscosa delle repubbliche Ceca e Slovacca, per discendere di nuovo in una grande pianura, la puszta ungherese, dove scorrono maestosi il Danubio e il Tibisco. Un tempo, questa fascia dell'Europa centro-orientale era una distesa di foreste e di steppe: l'opera umana ha trasformato il territorio in campi, vigneti, città e vaste zone industriali. Il selvaggio fascino del bosco rimane nelle numerose aree protette e nei parchi naturali, dove sopravvivono specie animali altrove estinte.

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