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I distretti industriali italiani



I distretti industriali sono aree geografiche con caratteristiche spaziali, economiche e sociali. I principali elementi utili per individuare e distinguere un distretto sono:
• un ambito territoriale piuttosto circoscritto, ben collegato da vie di comunicazione interne
• una popolazione attiva che vive e che, in gran parte, lavora in tale ambito
• una concentrazione di piccole e medie imprese manufatturiere, indipendenti una dall’altra, ma in qualche modo ognuna specializzata in una fase della produzione degli articoli che interessano il distretto.
Come esempio, si può fornire il caso dell’orologeria nel distretto di Neuchâtel nella Svizzera francese, specializzato nell’ orologeria: vi sono aziende che fabbricano i quadranti, aziende che fabbricano esclusivamente lancette o aziende che creano i bracciali. In Italia, un esempio simile ci è fornito dall’industria tessile: aziende che si occupano della filatura, altre della tessitura ed altre ancora della tintura, ma tutte operanti nello stesso distretto
• un rete di contatti con l’estero finalizzata sia all’acquisto di materie prime e di macchinari, sia per l’esportazione di prodotti tipici del distretto
• la condivisione di certi valori legati alla produzione in senso lato come il risparmio, la famiglia, l’iniziativa o l’imprenditorialità. Quest’ ultima caratteristica è molto importante perché crea un forte senso di appartenenza che conferisce all’insieme un’immagine unitaria riconosciuta sia dai membri del distretto che dagli interlocutori esteri. Un’espressione tipica di tale “cultura d’impresa” è la rete istituzionale fatta di usi e costumi commerciali, di associazioni economiche e di scuole di specializzazione finalizzate alla formazione di operatori da inserire nelle attività dello stesso distretto.
Il raggruppamento di aziende dello stesso territorio crea un vantaggio, soprattutto alle piccole imprese che, in questo modo hanno la possibilità di inserirsi nel mercato anche estero. La vicinanza ha la sua importanza sociale perché crea atteggiamenti emulativi, stimola l’imprenditorialità e favorisce la diffusione delle tecnologie innovative, dando, in questo ultimo caso, la possibilità di verificare direttamente i risultati dell’applicazione dell’innovazione da parte dei soggetti vicini.

Nel sistema economico italiano, la realtà dei distretti è molto importante, soprattutto in ambito manufatturiero. Essi si distinguono, a seconda della specializzazione merceologica: beni per la persona (abbigliamento, articoli in pelle, gioielleria), beni per la casa (piastrelle, mobili, sanitari) produzione di macchinari (macchine destinate all’industria tessile, all’industria del legno, alla lavorazione del marmo) I principali distretti industriali italiani sono:
• i distretti tessili della zona di Biella, di Vicenza, di Carpi (Modena) e di Prato
• i calzaturifici della valle del Brenta e della provincia di Macerata
• i mobilifici della Brianza, della zona di Cantù e del Friuli
• la produzione orafa di Valenza Po’ e di Vicenza
• il comprensorio della ceramica in Emilia-Romagna, in cui una concentrazione di oltre duecento piccole e medie imprese a Sassuolo, Faenza, Imola e Reggio Emilia, forniscono quasi il 40% della produzione mondiale di pavimenti e di piastrelle per rivestimento e il 65% dell’Unione Europea
• Il distretto industriale di Como per la lavorazione dei tessuti di seta. In questa zona, negli anni ’90, è stato avviato un progetto di reintroduzione dell’allevamento del baco da seta, un tempo molto fiorente, in grado di limitare l’importazione della seta grezza dalla Cina.
Da notare che i distretti industriali italiani di una certa importanza sono tutti collocati nel Centro-nord.
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