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Le conseguenze della trasformazione


A tutto ciò si è aggiunta l’esigenza di adattare l’organizzazione della città una popolazione che, negli ultimi decenni, è cambiata sotto vari aspetti , soprattutto perché possiede un numero crescente di anziani e deve accogliere anche immigrati, talvolta affluiti in numero considerevole.

Per effetto di questi flussi, numerose città italiane che per secoli state prevalentemente monoetniche, cioè abitate da genti con le se origini, la stessa lingua e la stessa cultura, hanno cominciato a sformarsi in città multietniche, cioè abitate da popolazioni con religione e cultura diverse.
Le città, dunque, devono adattare la loro organizzazione a nuove condizioni, procurando alloggi e assistenza sanitaria extra-comunitari, accogliendo i loro bambini negli asili e i nelle scuole, offrendo le condizioni per praticare i loro riti così via.
Le conseguenze di questa trasformazione sono già evidenti: città come quelle dell’Emilia-Romagna, hanno allestito quartieri per immigrati; sono sorte chiese islamiche; nelle scuole elementari si fa posto ai bambini immigrati, cercando di superare le difficoltà provocate dalle differenze della lingua.

Vi sono Paesi, come la vicina Francia, dove le comunità multi-etniche esistono da lungo tempo. In Italia, invece, il fenomeno è recente e si diffuso velocemente, imprimendo un inaspettato e rapido impulso cambiamento delle città.

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