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Clima: classificazione di Koppen

Definire il clima non è un’impresa facile poiché è difficile descriverne le caratteristiche.

Il clima può essere suddiviso in base ai fattori che lo compongono:

fattori variabili
: sono tutti quei fattori che possono subire variazioni col passare del tempo e sono pressione, temperatura, vento, precipitazioni, umidità.
fattori stabili: sono tutti quei fattori che non variano e sono altitudine, latitudine, ortografia (andamento delle montagne), mari, foreste.


Il clima è stato suddiviso da vari climatologi secondo delle caratteristiche specifiche. Koppen, climatologo tedesco di origine russa, ha suddiviso il clima in base a cinque parametri: vegetazione presente, temperatura dell’aria, precipitazioni, pressione atmosferica, caratteristiche del vento.

In base a questi parametri Koppen suddivise il clima in cinque gruppi climatici: clima tropicale, clima temperato, clima arido, clima boreale, clima polare.

La temperatura del corpo o di una porzione di spazio rappresenta la proprietà di scambiare calore con altri corpi o altri spazi.

Il termometro misura la temperatura. I termometri a dilatazione sfruttano la capacità dei corpi di variare le loro dimensioni al variare della temperatura. Possono essere a liquido o metallici.
Le scale termometriche più usate sono: scala Celsius (°C), scala Fahrenheit (°F), scala Kelvin (°K) e scala Réaumer (°R).

La temperatura d’ebollizione dell’acqua corrisponde nelle varie scale a:
100 °C – 212 °F – 80 °K – 373 °R
Ricorda: ogni 100 metri la temperatura diminuisce di 1°C.

La pressione atmosferica esprime il ‘peso’ dell’aria. Un litro di aria pesa, infatti, 1,29g e, per questo, esercita una pressione sui corpi con i quali viene a contatto.
La pressione atmosferica, nel SI, è espressa in pascal. Esso equivale a un newton su metro quadrato e il suo valore è molto piccolo.

La pressione dell’aria diminuisce con l’altitudine ed è misurata con il barometro.

Il vento è un fenomeno atmosferico che si manifesta con lo spostamento di masse d’aria, dovuto al fatto che queste si trovano a pressioni e a temperature differenti.
Si generano così zone di alta pressione definite anticicloni e di bassa pressione definite cicloni in cui le masse d’aria calda si spostano dall’equatore ai poli, e, viceversa, quelle fredde dai poli all’equatore.

Le correnti a getto sono correnti che viaggiano a circa 200km/h oltre i 10km di altitudine. Il vento si muove all’interno di spazi che vengono chiamati celle di convenzione.
Il föhn è un flusso di aria calda e secca che i genera lungo il versante sottovento di una catena montuosa. Questo fenomeno si verifica quando un flusso d’aria incontra un ostacolo. Il vento, superato questo ostacolo, ridiscende riscaldandosi. Quindi il vento che sale l’ostacolo a temperature inferiori al vento che lo scende.

Le idrometeore sono fenomeni provocati dal vapore acqueo presente nell’atmosfera. L’umidità presente nell’aria, se in quantità elevate, porta alla formazione di nuvole, dalle quali hanno poi origine le precipitazioni atmosferiche, come pioggia, neve, grandine. Nel pulviscolo atmosferico, si formano, per solidificazione, le gocce che con la forza di gravità cadono generando così la pioggia. La neve si genera quando la temperatura è inferiore a 0°C poiché il vapore non si solidifica ma, per sublimazione, si trasforma in minuti cristalli. Quando la temperatura subisce delle rapide variazioni, il vapore acqueo si solidifica rapidamente, dando origine alla grandine.

Negli strati più bassi dell’atmosfera la bassa temperatura da origine alla nebbia, alla rugiada o alla brina.
La bassa temperatura, per condensazione, trasforma il vapore acqueo in eccesso in minute goccioline. Questo fenomeno è chiamato nebbia. La rugiada avviene durante le ore notturne, quando a causa della forte escursione termica, il vapore acqueo condensa a contatto con il terreno. La brina, infine, avviene quando la temperatura dell’aria è inferiore a 0°C che trasforma le gocce di rugiada in piccoli cristalli di ghiaccio.

L’umidità indica la quantità di vapore acque contenuta nell’atmosfera. Essa è espressa in g/m3 e viene valutata in tre modi diversi: umidità massima, assoluta e relativa.

L’umidità massima (UM) indica la quantità di vapore acqueo che un volume d’aria a una determinata temperatura potrebbe teoricamente contenere.
L’umidità assoluta (UA) indica l’effettiva quantità di vapore acqueo presente nell’aria.
L’umidità relativa (UR) è il rapporto, espresso in %, tra l’UA e l’UM. Il valore pari al 100% indica che l’area è satura.

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