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Belgio - generalità

Il Belgio, privo di barriere naturali e situato fra due grandi popoli – il francese e il tedesco – spesso in guerra fra loro, è stato nel corso dei secoli calpestato molte volte da eserciti stranieri. Malgrado ciò è riuscito a conservare la propria fisionomia e a non essere mai definitivamente travolto. Secondo la testimonianza di Cesare, i Belgi erano tra le tribù galliche più bellicose. Civilizzati dai Romani, alla caduta dell’Impero d’Occidente furono sopraffatti dai Franchi, coi quali finirono col fondersi. Nel Medioevo, il Belgio fu una delle terre in cui il feudalesimo fiorì più rigoglioso; cavalieri e feudatari belgi primeggiarono nelle Crociate. Nell’età moderna il Belgio vide svilupparsi la classe borghese e mercantile che fece di esso uno dei più ricchi paesi europei. Varie furono le dominazioni che si avvicendarono sul suo territorio: dapprima gli Spagnoli, poi gli Asburgo d’Austria, indi la Francia napoleonica. Nel 1815 fu unito all’Olanda, nel Regno dei Paesi Bassi. Ma nel 1830 i Belgi si ribellarono alla soggezione olandese e costituirono uno Stato indipendente sotto una monarchia costituzionale, che dura tuttora. Da quella data che culminò nel 1908 con l’annessione della colonia africana del Congo. Travolto, nonostante la dichiarata neutralità, nei due grandi conflitti europei del 1914-18 e del 1939-45, il Belgio ha ritrovato il suo rigoglio economico mediante la laboriosità dei suoi abitanti e l’unione doganale (Benelux) stretta con l’Olanda e col Lussemburgo. L’indipendenza recentemente concessa alla colonia del Congo ha aperto nell’economia del paese una crisi di assestamento, ma non ha fermato l’ascesa di questo piccolo popolo che figura tra i più civili del mondo.
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