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Bari: Agricoltura, allevamento, pesca

L’irrigazione di alcune estensioni di terreno, consentita dall’Acquedotto Pugliese, e la bonifica di numerosi acquitrini hanno permesso all’agricoltura di raggiungere un notevole sviluppo, nonostante la naturale aridità del suolo. Le colture prevalenti, tuttavia, sono quelle dei climi secchi e caldi, quali l’olivo, la vite, gli alberi da frutto (soprattutto mandorle e fichi), l’avena, l’orzo; per la produzione dell’olio, dell’uva da tavola, dei fichi e dell’avena la Puglia ha il primo posto in Italia, mentre gareggia con il Piemonte e con il Veneto per la produzione del vino. La coltivazione della vite è diffusa in modo particolare nella zona a Sud di Bari, e dà raccolti continui da luglio a novembre; il vino pugliese ha alta gradazione alcoolica, e viene richiesto in tutta Italia per servire da “taglio” a mosti meno alcolici. Nel Salento si coltivano il tabacco e gli ortaggi. Il Tavoliere, un tempo esclusivamente riservato al pascolo, è coltivato, oggi, a frumento. Ciò ha fatto diminuire sensibilmente l’allevamento degli ovini. Tuttavia le greggi, che svernano nella pianura pugliese, sono ancora numerose, e d’estate salgono a pascolare sulle montagne dell’Abruzzo e del Molise. La pesca è assai praticata lungo tutta la costa e al largo delle Isole Tremiti. In partcolare, grazie a un organizzato allevamento, si ricavano anguille e cefali nei laghi di Varano e di Lésina, ostriche e mìtili nel Mar Piccolo di Taranto. Per la produzione dell’uva la Puglia occupa uno dei primi posti in Italia: in particolare, la regione detiene il primato per la produzione di uve da tavola.
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