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Il bacino del mediterraneo come luogo d’incontro di culture diverse
La morfologia e il clima: la conformazione delle terre mediterranee è il risultato della collisione delle piattaforme continentali africana ed europea. Il bacino del Mediterraneo occidentale è completamente circondato dai monti. I rilievi determinano il profilo del litorale e si assiste così all’alternarsi di coste alte e frastagliate, basse e sabbiose, ampie o ridotte a pochi lembi a causa della presenza di catene montuose. Le terre mediterranee sono un susseguirsi di montagna, pianura, mare e trovano nel clima il loro elemento unificatore: l’alternanza della stagione secca e calda a quella umida; la disposizione dei rilievi produce una marcata differenza tra clima mediterraneo continentale e clima mediterraneo litoraneo limitato alle isole e ad una fascia costiera. La vegetazione caratteristica del paesaggio mediterraneo è costituita da piante sempreverdi con querce da sughero, lecci, cipressi, pini marittimi e arbusti come oleandri, rosmarini, ginestre, corbezzoli, mirti. Le grandi foreste sono sempre più rare. Nelle zone più secche (altopiano di Maghreb), tra il deserto e il mare, nell’Anatolia, il suolo è ricoperto della tipica vegetazione della steppa, valorizzata per l’aumento della domanda di beni alimentari nelle regioni meridionali e orientali.

La cultura araba: Con il termine “Arabi” si indicato tutti coloro che sono legati alla cultura araba, in particolare alla sua lingua, l’arabo, e alla sua religione, l’Islam. L’estensione di quest’area è dal Marocco fino all’Iraq attraverso Siria, Giordania e i Paesi della Penisola Arabica. Questo popolo nell’antichità si affermò con i suoi fiorenti commerci in Oriente, Africa e Europa. Il profeta e fondatore della religione dell’Islam è Maometto, chiamato anche Profeta di Allah. L’islamismo si presentava come una religione rivolta a tutti gli uomini e i suoi fedeli pensavano che combattere per la causa di Dio fosse il modo più sicuro per guadagnarsi il paradiso: si accingevano così alla conquista. Gli Arabi hanno portato molte innovazioni nelle varie scienze, quali: medicina, matematica, astronomia, ottica, acustica, cartografia e navigazione. Inventarono anche il sapone, la vela latina che consentiva di navigare anche contro vento e introdussero la coltivazione del riso e della canna da zucchero. L’impero arabo si frammentò ma mantenne come elementi base della sua cultura lingua araba e religione islamica.

l’islam: significa abbandono, sottomissione totale e incondizionata ad Allah (Dio). Maometto ne è il Profeta e tra gli altri profeti, solo 28 ne sono citati nel Corano, tra cui Abramo, Mosè e Gesù (Isa). La Mezzaluna dell’Islam è un grande arco territoriale che si estende dal Marocco al Bangladesh e dal Senegal all’Indonesia raccogliendo in un unico credo religioso diversi popoli con lingue e tradizioni diverse. Attualmente nell’Islam esistono numerosi correnti ma due sono quelle principali: dei sunniti (83% dei fedeli) e degli sciiti, presenti soprattutto in Iran e Pakistan, che concordano nel riconoscere, quali legittimi successori di Maometto, Ali, il cugino e genero del profeta, e la discendenza dal suo matrimonio con la figlia di Maometto, Fatima. La principale differenza dottrinale tra sunniti e sciiti consiste nel fatto che questi ultimi riconoscono l’autorità delle figure dell’imam (guida), discendenti di Ali che avrebbero ricevuto da costi i segreti della religione.

La religione ebraica: è una delle religioni più antiche al mondo e ancora oggi, Israele, si trova nel cuore del mondo arabo con il quale vive oggi una situazione di estrema precarietà per la questione palestinese. Questa religione è chiamata anche giudaismo o ebraismo e i seguaci sono detti ebrei. La religione del popolo ebraico è costituita dalla storia della sua relazione con l’unico dio (YHWH – il nome impronunciabile di Dio che loro leggono “Adonai” [Signore]) e dall’insieme delle norme comportamentali che regolano la vita quotidiana dei suoi credenti. La narrazione del costituirsi del popolo privilegiato con Dio è contenuta nella Bibbia che però non comprende il Nuovo Testamento.

Marocco
Il paesaggio
Il paesaggio è molto vario: il Marocco infatti può essere distinto in 4 zone, ognuna con proprie peculiarità:
- Il litorale atlantico: prevalentemente sabbioso, con un entroterra pianeggiante, coltivato a vigneti, cereali, ortaggi e agrumi;

- Il litorale mediterraneo con scogliere nelle quali si aprono baie più o meno profonde con pianure interne coltivate a vite;
- La montagna, formata dalla Catena del Rif, parallela alla costa mediterranea; vi sono il Medio Atlante, più a sud, ricco di boschi di cedri e sugheri, sorgenti e ruscelli; l’Alto Altalnte che da Marrakech si estende fino al deserto algerino e l’Anti Atlante, un vasto tavolato arido che fa scudo al Sahara;
- Il sud Sahariano, un territorio desertico prevalentemente sassoso anche se non mancano le distese di dune. Le oasi sono l’unica possibilità di vita per l’uomo e in esse si coltivano numerosi prodotti tra cui la palma e il dattero. Il Sahara presenta una ricchezza mineraria.
Alla varietà di paesaggi corrispondono marcate differenze climatiche:
- Città di mare e coste mediterranea e atlantica: clima temperato con estati calde ma non soffocanti e inverni miti.
- Sud del Marocco e nel Sahara: temperature estreme (50° in estate) e i rilievi dell’Atlante possono essere caratterizzati da abbondanti precipitazioni nevose.
- A Nord e nel Rif: in inverno piove spesso e le situazioni delle coste sono favorevoli e hanno determinato una forte concentrazione di popolazione nei centri urbani di Rabat, Casablanca, Marrakech.
Importante funzione svolgono i tradizionali mercati arabi detti “suk”, centri minori che sono diventati capoluoghi amministrativi. Le città marocchine presentano una struttura urbana che vede al centro la medina (il vecchio nucleo abitativo) circondata da quartieri oggi interessati dal fenomeno della terziarizzazione e più esternamente. La popolazione sta modificando il proprio stile di vita: pochi decenni fa il Marocco era un Paese prevalentemente rurale e dedito al settore primario, in cui avevano grande rilievo l’allevamento e il pascolo, mentre oggi l’attività prevalente p quella terziaria e con essa è cresciuto il tasso di urbanizzazione. Ancora molto diffuso è l’artigianato tessile e del cuoio, i cui prodotti trovano un mercato di vendita interno grazie alla presenza dei turisti.
Il turismo
Per il Marocco il movimento turistico proveniente dell’estero rappresenta una delle principali fonti d’entrata, di valuta estera (Francia, Germania, Spagna). La struttura ricettiva è tra le più sviluppate del continente africano e ha possibilità di strutture ricettive da 1 a 5 stelle e strutture extralberghiere quali campeggi, ostelli della gioventù e villaggi-vacanze. Le attrattive sono di tipo culturale (testimonianze della cultura-civiltà), sia di tipo naturale grazie anche alle calde spiagge del Mediterraneo e dell’Atlantico e alle cime innevate e le vaste distese desertiche.
Fra le più importanti regioni turistiche:
- Le città imperiali: Fès, Meknès, Rabat e Marrakech che rappresentano una delle realtà urbane più interessanti del mondo arabo con la medina, il centro storico e suk.
- Città fortificate: poste lungo il litorale atlantico costruite soprattutto dai Portoghesi;
- Agadir e Sous dove ci sono spiagge fine con complessi alberghieri di prim’ordine e strutture per lo sport e il divertimento e inoltre escursioni all’interno popolato da genti berbere;
- Tangeri, la costa mediterranea e il Rif dove si trovano i centri balnari;
- Le strade delle casbe, castelli o palazzi fortificati;
- L’Atlante del Marocco dove la montagna è ovunque con i suoi paesaggi grandiosi, le cascate, le gole impressionanti e le vette che superano i 4000 metri. È possibile organizzare escursioni a piedi, con gli sci, a dorso di mulo, di cavallo o di cammello.
La rete ferroviaria è concentrata soprattutto nel Nord del Paese ma il mezzo di terra più usato è il pullman e la compagnia più importante che li gestisce è la CTM. Molto utilizzato è l’aereo che può contare su 12 aeroporti internazionali serviti dalla compagni di bandiera Royal Air Marocco.
In sintesi: la bilancia turistica è in attivo e risente delle “rimesse degli emigrati”, nonché il denaro inviato alle famiglie dalle persone che sono emigrate in altri paesi.
MARRAKECH: venne fondata del 1062 e divenne la capitale dei vasti imperi berberi. A un primo periodo di splendore susseguì la decadenza ma tornò a risplendere nel XVI secolo. Durante il protettorato francese ebbe inizio al costruzione della Città Nuova, a 3km dalla medina, che tu dotata di strade molto ampie fiancheggiate da palme, aranci e parchi. Intorno alla piazza si snodano i suk, costituiti da pittoresche stradicciole dove artigiani e commercianti, riuniti secondo il tipo di attività svolta, prendono dimora in piccole botteghe.

Tunisia
Il paesaggio
Il territorio tunisino presenta alcune formazioni montuose, verdeggianti a nord, brulle al centro, spesso aride e selvagge a sud. Il paese è attraversato da una catena di colline tondeggianti che costituiscono la Dorsale Tunisina, mentre la steppa verso sud finisce per fondersi con il Sahara. Caratteristici sono i chotts ovvero antichi bacini. La Dorsale Tunisina ha un importante influsso sul clima, in generale temperato caldo lungo la costa e con connotazioni desertiche verso sud, in quanto blocca le masse d’aria cariche di pioggia.
I fiumi creati sono il Medjerda e il Mellègue, che scorrono a nord della Dorsale, mentre nelle regioni meridionali l’idrografia è costituita esclusivamente da corsi stagionali e da sorgenti sotterranee che danno origini a oasi verdissime al centro di regioni desertiche. I gruppi di oasi più interessanti si trovano a ovest e a est del Chott el Djerid ma sono presenti anche più a sud. Importanti lavori vengono intrapresi per estendere la superficie delle oasi. La Tunisia presenta un litorale sabbioso segnato da tre grandi golfi: il Golfo di Tunisi a nord, costituito da strette spiagge e coste frastagliate e orlate da lagune, il Golfo di Hammamet al centro e il Golfo di Gabès più a sud, fiancheggiato da palme, lagune e banchi di sabbia. Si trova l’Isola di Djerba che ha raggiunto una notevole prosperità grazie al turismo. Il tratto tra Hammamet e Gabès è il più umanizzato e sfruttato dal punto di vista agricolo. Le diverse condizioni climatiche hanno determinato un forte squilibrio nella distribuzione della popolazione.
Il turismo
Il turismo ha una posizione di grande importanza: rappresenta la seconda parte di valuta dopo le esportazioni tessili e pone la Tunisia al primo posto in Africa per numero di visitatori. Il movimento turistico ha conosciuto una crescita rapidissima grazie all’attento intervento dello Stato che ha avuto cura di pianificare le aree di sviluppo facendo in modo che le nuove strutture si armonizzassero con l’architettura locale e con le caratteristiche del paesaggio. Il 45% degli arrivi è Europeo: Francia, Germani e Regno Unito, gli italiani in numero minore ma in aumento. La capacità ricettiva alberghiera si distingue per la prevalenza di hotel di lusso realizzati prevalentemente con capitali stranieri provenienti da grandi multinazionali. Sono presenti anche strutture extralberghiere come villaggi e campeggi ma sta trovano larga diffusione la formula delle multiproprietà di villette.
Le attrattive turistiche sono di tipo culturale e naturale e le principali regioni turistiche sono:
 L’area di Tunisi, che è capitale e porta di accesso del paese. I centri balneari di Gammarth e Biserta e i villaggi di Sidi Bou Said e Tabarka. Vicino ai centri vi sono anche i famosi siti archeologici di Cartagine e Utica;
 Hammanet e Nabeul sulla costa a sud-ovest sono centri turistici altamente attrezzati che godono della bellezza del mare cui si accompagnano un paesaggio suggestivo e la presenza di sorgenti termali;
 L’area di Monastir e Sousse, antiche città ricche di testimonianze storiche vicino a Kairouan dove si trova una delle più belle e interessanti moschee di Maghreb;
 L’Isola di Djerba con bellissime coste e interessanti centri ricchi di testimonianze del apssato;
 La zona desertica a sud dove si trovano le oasi più frequentate e poi quelle di Kebili e Douz che annunciano l’inizio del deserto del Sahara.
Molto importante è il trasporto aereo che consente rapidi collegamenti con le principali città europee dalle quali provengono i turisti. L’aeroporto internazionale più importante è quello di Tunisi servito dalla compagnia Tunisair. Per il trasporto marittimo esiste un servizio di traghetti.
TUNISI: la capitale si presenta con un doppio volto: la città moderna e quella araba (la medina). La prima, attraversata da lunghi viali, offre moderni negozi, grandi alberghi e lussuosi edifici di rappresentanza; la seconda, chiusa in un perimetro delimitato dalle antiche mura delle fortificazioni, lascia che il turista si incammini nelle strette viuzze dove si affacciano piccole botteghe riunite per professioni.

Egitto
Il paesaggio
Il territorio della Repubblica Araba Egiziana coincide con la parte nord-orientale del continente africano cui si aggiunge la Penisola del Sinai, montuosa. I limiti settentrionale e orientale sono costituiti dalle coste del Mediterraneo, lungo le quali si estende la pianura litoranea caratterizzata da grandi lagune saline e dal Mar Rosso che separa l’Egitto dall’Arabia Saudita. Il meridiano 25° est di Greenwich e il 22° parallelo nord dividono Egitto da Libia e Sudan. L’Egitto un immenso deserto interrotto dal solco del fiume Nilo che lo attraversa da nord a sud formando una verdeggiante valle che presenta prima limitati e discontinui spazi adibiti all’agricoltura e all’insediamento, e successivamente lascia posto alle ramificazioni del Delta. La fertile pianura deltizia è interamente percorsa da una fitta rete di canali artificiali atti all’irrigazione. È un’area agricola basata fondamentalmente sulla coltivazione di cotone, canna da zucchero e i cereali. Lungo il corso del Nilo (unica via di comunicazione) troviamo la diga di Assuan che ha creato il Lago di Nasser, il cui regime era di tipo pluviale tropicale e di distingueva per l’impressionante regolarità delle piene nella stagione delle piogge. Questo trasportava il fertile fango (il limo). La valle del Nilo divide il tavolato desertico in due sezioni:
 Occidentale o Libico: formato da distese sabbiose e da cordoni di dune interrotte da profonde depressioni; vicino alle oasi è in corso di attuazione un progetto di valorizzazione agricola.
 Orientale o Arabico: anche se è ostile all’insediamento stabile, accoglie forme di nomadismo pastorale associate a qualche coltura.
L’Egitto si trova interamente nella zona arida e il clima mediterraneo interessa, soltanto la fascia costiera. La vegetazione spontanea è assai ridotta: troviamo palme da dattero, arbusti spinosi ed erbe medicinali.
Il limitato spazio favorevole all’insediamento ha causato una forte congestione insediativa in aree circoscritte: l’Egitto effettivamente abitato sopporta altissimi tassi di popolazione e i massimi valori gravitano attorno a Il Cairo. La popolazione urbana cresce con un ritmo più rapido di quella rurale.
Il processo di urbanizzazione non ha portato alla perdita dei valori tradizionali: gli insediamenti periferici inglobati conservano ancora distinti caratteri rurali e approfondiscono la fusione tra le parti rurali urbane, mercantili e industriali dell’Egitto. Il Paese, dopo l’Africa sudafricana, è il più industrializzato anche se è debitore verso l’estero per l’approvvigionamento di prodotti alimentari e industriali; il Governo sembra tuttavia orientato a una apertura dell’industria verso l’estero con la partecipazione di capitali stranieri.

Il turismo
Il turismo è importante per l’ingresso della valuta esterna, ma rappresenta un’attività trainante anche dal punto di vista occupazionale: il Governo infatti si sta impegnando per eliminare il pericolo del fondamentalismo islamico che ha causato la temporanea diminuzione dei flussi in arrivo. Il numero di arrivi pone l’Egitto al primo posto fra i Paesi dell’area medio – orientale; la maggior parte dei turisti proviene dall’Europa. Le attrattive turistiche del Paese sono immense, sia dal punto di vista naturale (presenza del Nilo, delle coste mediterranee, del Mar Rosso e dell’area desertica) ma anche da quello culturale (patrimonio archeologico unico). In questi ultimi tempi aumentano le richieste delle crociere sul Nilo.
Le principali aree turistiche sono:
o Il Cairo: la più grande città dell’Africa, rappresenta la porta d’accesso al Paese; è ricca di numerosi edifici come quelli del Vecchio Cairo, e come le importanti Moschee presenti nel territorio. Nei dintorni si trovano Menfi (capitale e dove sorge la Piramide di Zoser, Ed-Giza, Chefren e Micerino e della Sfinge; vi è poi il Museo Egizio del Cairo;
o Alessandria: non lontana dal Delta del Nilo, racchiude un ricco patrimonio storico e artistico. I luoghi di maggiore interesse sono il Museo Greco-Romano, l’Anfiteatro e la Necropoli di Shatby. Vi è poi il villaggio di Abukir dove si trova una delle spiagge più famose per la pesca e ristoranti che offrono ottimo pesce.;
o Luxor: il centro è attraversato dal Nilo sulla cui riva orientale troviamo i resti della Città dei Vivi, mentre sulla riva occidentale le rovine della Città dei Morti. Nella prima vi sono il Tempio di Luxor, il Tempio di Karnak e il Museo dell’Arte dell’Antico Egitto; nella seconda i Colossi di Memnone e le Tombe della Valle dei Re e della Valle delle Regine;
o Assuan: conosciuta anticamente come “Suk” (mercato); si trova a ridosso del Lago Nasser e ha luoghi di particolare interesse come Mausolei, templi e il villaggio di Amoun;
o Abu Simbel: dove si trovano due templi che hanno interessato in modo particolare l’opinione pubblica quando il Lago Nasser, per la costruzione della diga di Assuan, minacciava di sommergerli. I lavori di recupero del 1968 hanno trasferito i due templi;
o Il Mar Rosso e il Sinai: abbiamo le più belle spiagge del Paese, note per la limpidezza delle acque, la presenza delle barriere coralline, la ricchezza della fauna ittica e per il clima, favorevole tutto l’anno. Le principali spiagge sono quelle di Sharm el Sheikh, Dahab e Taba e Marsa Alam; sulle coste abbiamo poi Hurghada e Berenice. Nell’area si trovano anche luoghi di rilevanza culturale come il Monastero di Sant’Antonio e di San Paolo e sul Monte Sinai, quello di Santa Caterina.
Il sistema dei trasporti è sviluppato essenzialmente nella zona intorno al Nilo dove vive quasi la totalità della popolazione. Le reti stradali e ferroviarie sono ancora piuttosto limitate. Molto utilizzata è la navigazione fluviale con 3100km di vie navigabili includendo anche una serie di canali intorno al fiume Nilo. Il mezzo più utilizzato per raggiungere l’Egitto è l’aereo che può servirsi dell’aeroporto del Cairo e di altri dislocati nelle città turistiche del paese. La compagnia di bandiera è la Egypt Air.
Il Cairo: è la più grande metropoli dell’Africa e del Medio Oriente e costituisce il vasto insieme urbanizzato della Regione del Grande Cairo. La città si sviluppò inizialmente lungo la riva destra del Nilo dove si possono ammirare la piccola Fortezza di Babilonia d’Egitto e le porte del vecchio quartiere. Successivamente venne arricchita con palazzi, giardini, terme e moschee.
Vennero costruiti il quartiere Central Business District, che costituisce il centro amministrativo, economico e commerciale su cui gravita la vita della capita , e la Via delle piramidi, che determinano un primo sviluppo della capitale oltre il Nilo. Nel Cairo Nuovo si può ammirare il Centro Culturale, progettato da architetti giapponesi ed egiziani, il Centro Internazionale dei Congressi e il Villaggio Faraonico e inoltre il Museo Egizio.

Turchia
Il paesaggio
L’ampia regione anatolica è formata da un vasto altopiano interno delimitato a nord e a sud da possenti catene montuose quali i Monti del Ponto e del Tauro che si affaccia con pendii ripidi sulla costa mediterranea determinandone la natura alta e rocciosa. A ovest, vero l’Egeo l’altopiano presenta modeste alture vulcaniche che rendono sinuoso il litorale. Le piane litoranee di Panfilia e Cilicia sono invece punteggiate da palmeti e bananeti alternati a piantagioni tropicali come la canna da zucchero; la compattezza montuosa ha escluso storicamente le regioni centrali dagli influssi del mondo mediterraneo, infatti nelle zone più interne i caratteri asiatici appaiono più profondi e radicati. L’Anatolia è attraversata dai fiumi Tigri ed Eufrate che forniscono la maggior parte delle risorse idriche del paese nonostante siano modesti e con regimi irregolari. A est della penisola si estende la regione dell’Armenia, solcata da numerose valli e occupata da depressioni tettoniche (la più ampia è quella del Lago di Van) e formazioni vulcaniche. È appunto una zona dall’elevata instabilità sismica. Nella parte sud-orientale si trova la regione fisico-storica del Kurdistan, attraversata dalla Catena del Tauro, mentre a ovest degli stretti dei Dardanelli e del Bosforo (attraverso i quali il Mar Nero comunica con il Mediterraneo) si estende l’appendice della Tracia.
Clima: le catene montuose marginali rendono difficile l’afflusso verso l’interno dei venti mediterranei e atlantici, l’influenza dei quali si manifesta solo nella parte occidentale del Paese. Le differenze termiche si avvertono in inverno, quando alle fredde temperature dell’interno fanno riscontro quelle tiepide delle pianure litoranee. La stagione estiva ha un’uniformità termica: le temperature dell’altopiano sono elevate come quelle delle zone litoranee. Le aree interne presentano una certa aridità che rende il paesaggio monotono e spoglio. Il clima non è tuttavia la causa principale della vegetazione steppica dell’area. Prevale la cerealicoltura semiestensiva che si contrappone alle colture intensive e pregiate delle regioni costiere.
La Turchia è ancora in misura rilevante un paese di contadini. L’economia dipende dalle campagne e lo stesso processo di urbanizzazione è risultato tardivo rispetto ad altre aree europee. Dopo il 1950 la popolazione ha cominciato a crescere e l’incremento ha interessato dapprima le tre agglomerazioni di Istanbul, Ankara e Smirne. L’urbanesimo turco non è comunque accompagnato da una parallela espansione industriale e le città sono pertanto centri regionali e non centri specializzati conseguenti al processo di industrializzazione.
Il turismo
La Turchia negli ultimi anni ha avuto una maggiore crescita turistica, dovuta al numero di arrivi e alle strutture ricettive che si sono adeguate alle nuove dimensioni della domanda. I maggiori flussi provendono dall’Europa: Germania, Francia, Europa del Nord, Benelux e Italia. È importante considerare la Germania dove ormai vi si è consolidata una presenza di una numerosa comunità turca, elemento che può agevolare la comunicazione tra i due stati. I problemi che impediscono a quest’area di sfruttare appieno le consistenti attrattive naturali e culturali: le strutture ricettive si concentrano lungo la costa mediterranea, dove si indirizza la maggiora parte del flusso internazionale, mentre vaste aree dell’interno sono ancora carenti da questo punto di vista. La Turchia è decentrata e difficile da raggiungere con mezzi di terra. Viene utilizzato l’aereo che però implica poi l’utilizzo dei trasporti locali che non sono adeguati agli standard europei.
Le principali regioni turistiche sono:
 Le coste del Mar Egeo e quelle più a sud del Mar di Levante; vi si concentrano i maggiori flussi di turisti attratti dal patrimonio culturale. Abbiamo appunto l’itinerario di Pergamo che si snoda lungo la costa verso sud e che offre testimonianze archeologiche del passato (l’Acropoli, l’Altare di Zeus, le Terme e l’Anfiteatro romano). Troviamo poi i resti dell’omerica Ilio (Troia); andando verso sud si giunge a Smirne, maggiore centro della costa. Si arriva poi a Efeso e quindi Mileto dove si possono ammirare i resti dell’Agorà; poi abbiamo l’Oracolo di Apollo a Didyma e il Mausoleo di Alicarnasso, una delle sette meraviglie del mondo.
In questo tratto di costa sono diffuse le attrezzature balneari e, in particolare tra Smirne e Bodrum, la forte domanda turistica ha generato un’intensa cementificazione del territorio non sempre rispettosa dell’ambiente naturale. Ha sempre più rilevanza il turismo di crociera. Nella Riviera Turchese, il cui centro più noto è Fethiye, troviamo ricche tombe e case greco-romane scavate nella roccia. Abbiamo le spiagge di Alanya, il centro di Kemer e Antalya. Proseguendo troviamo i centri di Seleucia, Alessandretta e Antiochia;
 Le coste del Mar Nero dove prevale il turismo interno;
 Le coste del Mar di Marmara con i centri di Kartal, Erdek e le Isole dei Principi che sono luogo di villeggiatura delle famiglie dell’aristocrazia turca;
 Istanbul che ha il privilegio di essere costruita su due continenti: Europa e Asia;
 La Cappadocia, nella parte interna dell’Anatolia, di rilevante interesse culturale, il cui centro è Kayseri. In questa regione abbiamo i famosi insediamenti trogloditici, autentiche città sotterranee utilizzate nel corso della storia da uomini che abitavano su diversi livelli comunicanti tra loro attraverso labirinti di tunnel;
 Ankara, capitale attuale dello stato Turco: è posta al centro dell’altopiano della regione.
La rete dei trasporti è abbastanza estesa ma di discreto livello nella parte Istanbul-Smirne-Ankara. La rete stradale resta insufficiente e si impernia sugli assi Istanbul-Smirne e Istanbul-Ankara-Erzurum-Iran. I porti principali sono quelli di Istanbu, Smirne e Samsun mentre il traffico si svolge negli aeroporti internazionali di Istanbul, Ankara, Andana e Smirne, serviti dalla compagnia di bandiera Turkish Airlines.
Istanbul: oggi principali mete turistiche della città: la Moschea di Solimano, con i slanciati minareti di un’eleganza suprema, il Palazzo dei Sultani, il Palazzo di Dolmabahçce e la Moschea Blu con gli splendidi pannelli interni in ceramica, numerosi sono i musei, ricchi di preziosi mosaici del periodo bizantino, spesso allestiti all’interno di grandiosi monumenti: del Museo di Ayasofia, all’interno della Moschea di Santa Sofia. Non può mancare l’escursione sul Bosforo e la tradizionale visita al bazar che si compone di due mercati coperti con sale a cupola circondate da un dedalo di strette vie.

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