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Assimilazione e identità

La crescita dell’immigrazione ha portato persone di origine,tradizione e lingue diverse a convivere. Si tratta, in molti casi,di una convivenza difficile:le incomprensioni,legate alle differenze culturali,possono sfociare in veri e propri conflitti. Esistono gruppi etnici che con il tempo vengono assimilati dalla cultura dominante e perdono la loro identità; altri che respingono assolutamente questa ipotesi: è il caso degli zingari che gelosamente mantengono il loro modello di vita. D’altra parte, la volontà di mantenere la propria identità è stata nella storia, motivo di terribili persecuzioni. Il caso più clamoroso è senza dubbio quello degli ebrei.

Il modello culturale occidentale

Il problema della perdita della diversità non riguarda però soltanto i paesi in cui vi è una forte immigrazione.
Riguarda tutto il villaggio globale,dove sempre più si sta imponendo la cultura occidentale.

Ciò provoca in molti casi un rifiuto,anche violento di quello che viene definito "colonialismo culturale".
Le cause che portano una lingua a scomparire sono varie: dalla divulgazione di modelli culturali in una lingua alle migrazioni, alla nuova strutturazione del mercato del lavoro che impone la conoscenza di un’latra lingua.
I dati dell’ONU indicano che la lingua più diffusa al mondo è il cinese mandarino. L’inglese è parlato da un miliardo e 60 milioni di persone; l’arabo da 873 milioni di persone; l’hindi da 670 milioni di persone. Segue il francese, lo spagnolo, il russo, il bengalese e il portoghese.
All’estremo opposto,esistono quasi 7000 lingue parlate da minoranze: circa 5000 di queste sono conosciute da meno di 100 000 persone, 1500 sono parlare da meno di 1000 individui e alcune centinaia sono conosciute da meno di 100 persone: sono lingue parlate dagli anziani che non vengono più insegnate ai bambini.

"Contaminazione e integrazione"

Che cosa fare dunque di fronte al grave pericolo di perdere la ricchezza della diversità culturale? Una risposta è data dalla teoria della "contaminazione" che ha come punti di partenza una semplice constatazione: il rapporto culturale tra le etnie non è una novità portata dal villaggio globale. L’umanità si è evoluta affrontando questo problema,anzi proprio grazie a questo problema. L’evoluzione infatti è frutto di uno scambio sculturale che ha permesso a tutta l’umanità di arricchirsi. Il che è accaduto nel momento in cui le persone hanno mantenuto la loro identità accettando però il confronto: il risultato è stato un arricchimento, la contaminazione della propria cultura con le altre culture.

Inoltre nei Paesi di forte immigrazione la contaminazione consente di avviare il processo di integrazione,una sorta di via di mezzo tra assimilazione e separazione. Integrandosi nella società, infatti, gli individui si "legano" tra loro nella condivisione di valori comuni: primo dei quali, nell’età del villaggio globale, non può che essere il rispetto delle diverse identità culturali.

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