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Arcipelago campano

L’arcipelago campano, noto in tutto il mondo per la bellezza dei luioghi, comprende le isole seguenti: Capri, i tre Faraglioni, Ischia, Procida, Ponza.
Data la particolare dolcezza del clima, la vegetazione di Capri è molto rigogliosa e varia. Le principali piante sono: palme, mirto, pini, cactus, ginepro, liane. L’isola possiede anche dei vigneti chebgià al tempo dei Romani producevano un vino molto rinomato. Nel I secolo d.C., L’isola fu acquistata dall’imperatore Augusto per uso personale e ne fece il suo luogo preferito di villeggiatura. Anche Tiberio visse a Capri per sette anni dopo aver rinunciato al potere ed è possibile ammirare ancora oggi i resti del suo palazzo. L’isola è circondata da scoglio con forme particolari. Tra questi, i più importanti sono i tre Faraglioni: due di essi si elevano a picco sul mare per oltre cento metri. Fra le grotte scavate nelle pareti rocciose a picco sul mare, bisogna ricordare la Grotta azzurra, chiamata così perché la luce, penetrando attraverso gli strati inferiori dell’acqua, la riempie di un colore azzurro, con riflessi color argento.
L’isola più grande dell’arcipelago è Ischia. La sua origine è vulcanica e per questo motivo il suo terreno, formato da materiale lavico eruttato in epoche remotissime, è particolarmente fertile. La vegetazione è costituita dalla flora mediterranea, composta da àgavi, ginestre, ecc. Importanti dal punto di vista turistico sono anche innumerevoli spiagge.
Procida si trova quasi a metà strada fra la costa (Capo Miseno) e Ischia. Anch’essa è di origine vulcanica. A differenza di Capri e di Ischia, dove sorgono da sempre ville lussuose, Procida è l’isola delle case semplici, abitate da pescatori anche se il turismo ha un po’ modificato l’aspetto tradizionale. Molto vicino a Procida, si trova l’isolotto di Vivara, famosa per i suoi uliveti.
L’isola di Ponza, si trova verso nord-ovest, quasi in corrispondenza del Golfo di Gaeta. Essa ha la caratteristica di essere circondata da numerosi scogli, alcuni dei quali di dimensioni gigantesche che non sono altro che frammenti dell’isola che si sono staccati a seguito dell’erosione marina. Anche questa isola ha origini vulcaniche: infatti sono ancora visibili due grandi crateri.
Da segnalare anche la presenza di tutta una serie di piccole isole, chiamato “gruppo delle isole ponziane: Ventotène, Gàvi, Palmarola, Zannone e Santa. Alcune sono soltanto ricoperte da fitti boschi, in altre, invece, si coltivano la vite, i legumi e gli alberi da frutto.
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