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Andalusia


Questa regione spagnola, situata all’estremità sud della penisola iberica costituisce un miscuglio di civiltà e di culture. Furono i Vandali a darle il nome di “Vandalusia”. Tuttavia, prima di chiamarsi così, la regione aveva fatto parte di uno dei più leggendari imperi del passati di cui i libri di storia, in genere, non parlano.
Infatti, i Greci Tirseni, che gli storici considerano antenati degli Etruschi,nella zona in cui oggi si venera la Vergine Del Rocío, fondarono la colonia di Tursa. Così nel 1200 a.C., quando l’Europa era ancora nel periodo preistorico, nella futura Andalusia, esisteva già un regno fiorente, con un’organizzazione statale ben definita, ricco di giacimenti minerari, con avanzate tecniche agrarie ed una elevata cultura. Nei poemi greci che ci sono pervenuto, viene addirittura citato un re di Tartessos, Argantonio come simbolo di prosperità e di pace. Al fine di poter instaurare rapporti commerciali con questo ricco regno, i Fenici si stabilirono a Cadice. Più tardi, i Greci di Focea e i Cartaginese fondarono anch’essi delle colonie sulla costa. Di questa presenza ci restano numerose testimonianze nel Museo Archeologico di Cadice. Sulla spiaggia di Sancti Petri, a Cadice, sul fondale marino si trova il tempio di Ercole in cui Annibale dichiarò guerra a roma e dove Giulio Cesare, a quel tempo questore, pianse quando a 33 anni si rese conto che a quell’età Alessandro Magno aveva già conquistato il mondo. Tutto questo prova che il passato dell’Andalusia è greco, classico e romano ed è su questo impianto che successivamente si è impiantata la civiltà araba che ci ha lasciato l’Alhambra, l’Alcazaba di Almeria e la Moschea di Cordoba.

Cadice occupa una posizione strategica che le permette di controllare la baia sull’Atlantico a nord di Gibilterra. Fondata dai Fenici, la città conobbe il suo periodo migliore nel XVI secolo con l’arrivo di metalli preziosi dalle Americhe, appena scoperte. Il centro storico è ancora delimitato da mura del XVII secolo che possono essere percorse a piedi.
Córdoba, ugualmente distante dal mediterraneo e dall’Atlantico, insieme a Siviglia e a Granada è una delle tre città-moschea dell’Andalusia. La cotta, dopo essere stata romana e visigotica e prima di entrare a far parte del Regno di Castiglia, per tre secoli, fu il centro predominante dell’occupazione islamica in Occidente. Testimonianza di questo periodo è la Mezquita, una tra le più grandi moschee del mondo e la più importante d’Europa. Costruita su di un edificio religioso risalente al periodo dei Visigoti, successivamente, essa fu dotata di un divisorio per permettere alla religione islamica e cristiana di poter esercitare separatamente il proprio culto. Nel XVI secolo ha cominciati ad essere sventrata per far posto ad una struttura barocca e gotica. Dall’esterno, essa ha l’aspetto di una fortezza mentre all’interno conta ben 19 navate.
Granada fu capitale di un emirato autonomo fino dal 1031 e succedette a Córdoba come massimo centro della spagna araba. Nel 1492 si arrese ai Re cattolici e gli Arabi furono cacciati. Fra i più straordinari monumenti medioevali abbiamo l’Alhambra, cioè la cittadella reale che domina la città. Il grande complesso prende il nome dal colore rosso delle mura del XIII secolo a cui, nel tempo furono aggiunti edifici palazzi e torri fino a costituire una reggia vera e propria. Nel XVI secolo, l’edificio fu abbandonato, utilizzato come prigione e in epoca napoleonico si pensò, addirittura di distruggerlo. La città è nota anche per la sua Cattedrale gotica cinquecentesca, dai vari stili complicati ed accumulatesi nei vari anni della costruzione avvenuta dal 1523 al 1703.
Altre città andaluse che meritano di essere ricordate sono Jerez de la Frontera, Arcos de la Frontera e Huelva.
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