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Turismo e conurbazioni trasformano le coste


Se fino alla metà del Novecento gli insediamenti umani lungo le coste, italiane erano costituiti da piccoli centri anche distanti tra loro, in seguito la situazione è cambiata rapidamente.
Città e piccoli centri si sono ingranditi e nuovi centri sono sorti fino a saldarsi tra loro e creare, su molti tratti costieri, lunghi tappeti di sedi.
umane. Si tratta delle conurbazioni costiere, che si stendono anche per centinaia di chilometri.
Come si è già visto, questo fenomeno è evidente sul litorale che va da Livorno fino al confine con la Francia: il territorio è ormai occupato da un tappeto ininterrotto di città e piccoli centri, che si sviluppa per 400 km, con oltre 3,5 milioni di abitanti, e si prolunga lungo le vicine coste francesi. Nell'Adriatico settentrionale, da Venezia fino a Trieste, sta accadendo lo stesso. In Sicilia, Catania e Messina sono ormai saldate, formando una ”supercittà".
La Romagna è diventata una lunga città litoranea, che in estate si popola di oltre 2 milioni di turisti, provenienti da tutto il mondo.
A creare queste conurbazioni, che hanno danneggiato molti tratti di splendide coste, ha contribuito anche il fenomeno della seconda casa.
Dagli anni Cinquanta del Novecento in poi, a mano a mano che il benessere è aumentato, un numero crescente di persone che abitano nelle città interne come Milano, Torino, Bologna ha acquistato case sulle coste, per trascorrervi le vacanze. Questo fenomeno ha contribuito molto alla diffusione delle abitazioni, molte delle quali restano disabitate per lunga parte dell'anno. Questo accade ad esempio nelle cittadine lungo le coste della Campania, della Romagna e della Liguria dove oltre metà degli appartamenti è abitata solo nei mesi estivi.
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