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Un mondo semre più popolato

Dal 1900 al 2000 la popolazione mondiale è quadruplicata. Nella seconda metà del 900 il numero di abitanti del pianeta è più che raddoppiato passando da 2,5 a 6 miliardi. Nel 2005 ha superato i 6 miliardi e mezzo, nel 2012 raggiungerà i 7 miliardi, nel 2025 gli 8 miliardi e nel 2050 i 9 miliardi. Questo è dovuto al fatto che il valore della mortalità, cioè il numero dei morti rispetto a quello dei vivi, scende più rapidamente di quello della fecondità, cioè il numero medio di figli per una donna. La densità demografica è aumentata da 19 abitanti per km2 nel 1945 a 45 nel 2005.

La popolazione, però, non è ugualmente distribuita sulla superfice delle terre emerse. Quasi l'intera crescita demografica avviene nelle regioni economicamente meno sviluppate: Africa, America Latina e Asia, mentre nelle regioni più sviluppate aumenta solo leggermente. Nelle regioni meno sviluppate il numero medio di figli per donna è il doppio rispetto alle regioni più sviluppate. I paesi più popolosi del mondo oggi sono la Cina e l'India. Nelle regioni meno sviluppate le famiglie hanno più figli perchè occorre una maggiore forza di lavoro, la mortalità infantile è alta e le ragazze si sposano molto presto e non sono libere di scegliere il numero di figli da avere.
Quindi dove migliorano le condizioni di vita, il tasso di fecondità si abbassa. Nei paesi sviluppati, le donne frequentano la scuola e quindi sono più indipendenti alle decisioni riguardo alla maternità, oltre avere una possibilità maggiore di adoperare anticoncezionali.
Il processo di invecchiamento è maggiore nelle regioni più sviluppate, infatti la speranza di vita alla nascita è maggiore.

Un mondo urbanizzato

50 persone su 100 vivono nelle aree urbane. La popolazione urbana ha superato quella rurale. Nel 2030 oltre il 60% di persone vivranno nelle aree urbane, e questa previsione di crescita è dovuta allo sviluppo economico, oltre al fatto che nelle regioni meno sviluppate molti contadini sono costretti a trasferirsi dalle campagne.

Nelle regioni sviluppate il 75% degli abitanti vive in città, mentre nelle regioni meno sviluppate la maggioranza vive ancora nelle zone rurali, anche se le regioni meno sviluppate hanno una popolazione maggiore e la popolazione urbana è il doppio. Con il forte aumento della popolazione, si ha la formazione delle megalopoli dove la popolazione è superiore a 10 milioni di abitanti. Ad ora, le megalopoli sono 20:

- nelle regioni più sviluppate: Tokyo - New York - Los angeles

- nelle regioni meno sviluppate: Città del Messico - San Paolo - Bombay - Delhi - Shangai - Calcutta - Giacarta - Buenos Aires - Dacca - Karachi - Rio de Janeiro - Il Cairo - Lagos - Pechino - Manila.

La povertà rurale spinge i contadini a trasferirsi in città, espandendo le bidonville, luoghi dove si concentra la popolazione povera e vivono oltre un miliardo di persone.
A Nairobi le bindoville sono circa 170. In queste bindoville quasi tutte le abitazioni sono baracche fatte con materiali presi dalla discarica. Maggior parte delle famiglie pagano l'affitto ai padroni delle baracche, gli abitanti comprano l'acqua da privati, ma spesso le famiglie ricorrono all'acqua dei fiumi, per lo più inquinati, così si diffondono le malattie infettive e parassitarie senza possibilità di assistenza medica. La maggioranza degli abitanti delle bidonville si occupa di piccole attività come il commercio per strada o ad attività illegali. Molti uomini, donne e bambini si recano quotidianamente alle discariche in cerca di materiale da essere venduto o usato.

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