Video appunto: Paesaggio rurale

Paesaggio rurale



Il paesaggio rurale assume caratteristiche diverse a seconda del tipo di produzione agricola e anche in base al tipo di insediamento umano. In Europa troviamo in prevalenza i grandi allevamenti, le colture cerealicole e le colture mediterranee.
Il paesaggio agricolo è molto vario e cambia a seconda del tipo di coltura praticata: ciò dipende fondamentalmente dal clima, dall’altitudine e dal tipo di suolo.

Una differenza di base è quella tra policoltura e monocoltura. Con la prima si intende la coltivazione di diverse specie di piante in piccoli appezzamenti di terreno, appartenenti per lo più alla stessa azienda agricola e destinate al consumo della popolazione locale. Nel caso della monocoltura, invece, vaste zone di territorio vengono adibite alla coltivazione intensiva di un’unica specie vegetale, al fine di produrre di più e con poco scarto.

Si parla di agricoltura intensiva quando è praticata su aree di scarsa estensione, sfruttando al massimo le potenzialità del terreno e le tecnologie di lavorazione; l’agricoltura estensiva, invece, è praticata su aree molto estese, utilizzando pochi investimenti e macchinari; spesso una parte di campo non viene coltivata per un anno e lasciata a riposo (maggese).
I campi in cui si coltivano piante annuali, cioè quelle che completano il proprio ciclo vitale in un anno, come grano, mais, soia, orzo, barbabietole, sono detti seminativi.
I campi sono lasciati a riposo e concimati in inverno, quindi arati e predisposti alla semina; nella stagione più opportuna, il periodo varia a seconda della coltura, si procede al raccolto. Sul medesimo campo si alternano coltivazioni da un anno all’altro, attuando la cosiddetta rotazione, per favorire la fertilità del terreno.