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I vulcani dell'Islanda


Ho scelto questo argomento perchè mi ha stupito il grande numero di vulcani presenti in un luogo così freddo.
Parlerò dei vulcani in generale e in seguito ne approfondirò tre informazioni.
In Islanda si trovano più di 200 vulcani, i più attivi sono l’ Hekla, il Grímsvötn e il Katla.
In 1100 anni circa sono state registrate 250 grandi eruzioni che hanno dato origine 4300 m3 di pietra lavica.
Negli anni di inattività i vulcani vengono ricoperti da ghiacciai che al momento dell’ eruzione o della ripresa dell’ attività sotterranea, si sciolgono inondando il territorio sottostante, queste inondazioni prendono il nome di jökulhlaups.

I vulcani nello specifico


Hekla: E’ un vulcano alto 1491 metri, il più famoso dell’ Islanda, ritenuto in passato la porta dell’ inferno e citato anche in un testo di Leopardi. Il suo nome vuol dire incappucciato, perche la cima è sempre coperta dalle nuvole.

Grímsvötn: Un altro vulcano islandese, per la maggior parte inglobato da un ghiacciaio che lo riempie d’ acqua, è circondato da fessure minori che spesso eruttano insieme alla principale.

Katla: Un vulcano molto pericoloso perché erutta relativamente spesso(13-80 anni di frequenza) e violentemente. Rappresenta un grande perché sopra di esso vi è un ghiacciaio spesso 600 metri, che sciolto provocherebbe enormi e gravissimi danni.
Secondo gli studiosi la prossima eruzione sarà a breve.

Le eruzioni del passato


Tra il 1362 e il 1727 una serie ripetuta di eruzioni vulcaniche fece molte vittime.
Nel 1104 l’ intera valle del Þjòrsàrdalur venne distrutta da una grande eruzione del vulcano Hekla.
Nel periodo fra 1755 e 1784 ci furono le tre eruzioni più devastanti, quelle di Katla, Hekla e Laki, lo zolfo e l’ anidride carbonica avvelenarono le acque, provocando la morte di 10000 uomini e della metà del bestiame presente sull’ isola.
La più recente risale al 2010, il vulcano Eyjafjöll produsse così tanta cenere da impedire i viaggi aerei e far perdere alle compagnie 200 milioni di dollari al giorno.

Le manifestazione vulcaniche secondarie


Le manifestazioni vulcaniche secondarie sono le fonti termali, le fumarole e i Geyser (grandi getti d’ acqua calda) e hanno origine dalla pioggia che finisce nel sottosuolo e viene riscaldata dal magma sotterraneo.
Questi “piccoli” vulcani vengono usati dalla popolazione come fonte di energia elettrica e di riscaldamento.
Oramai le eruzioni non sono più fonte di paura, ma un'attrattiva turistica.
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