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L'inquinamento del suolo


La parte coltivabile del nostro pianeta costituisce circa un decimo della sua superficie totale. Attualmente l'uomo sfrutta quasi tutte le terre fertili. L'aumento della popolazione esige un crescente bisogno di generi alimentari, però non sono più disponibili nuove terre coltivabili. Che si può fare, allora? Per aumentare la produzione, l'uomo ricorre a un intenso uso di strumenti meccanici e chimici (insetticidi, fertilizzanti e diserbanti) nello sforzo di sfruttare al meglio la terra fertile a disposizione. Purtroppo, esistono degli insetti nocivi che distruggono le colture; per eliminare questo tipo di insetti, gli agricoltori spruzzano gli insetticidi nei campi e sulle piante. Tuttavia queste sostanze uccidono pure altri insetti utili perché si nutrono di quelli nocivi. Inoltre, la pioggia trasporta queste sostanze nocive nel sottosuolo dove esse danneggiano i batteri. Gli insetticidi finiscono ' pure nell'acqua, che li trasporta nei laghi e negli oceani, dove distruggono microrganismi e plancton e contaminano i pesci. L'uomo mangia i pesci e con essi anche gli insetticidi. Comunque questi veleni arrivano all'uomo anche attraverso un'altra catena alimentare: gli insetticidi si depositano sull'erba, gli animali mangiano l'erba, i veleni finiscono nel latte che beviamo e nella carne che mangiamo. L'uso, anzi l'abuso, di queste sostanze chimiche deteriora profondamente il terreno e ne altera gli equilibri naturali.
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