Video appunto: Impianti di irrigazione e boschi

Impianti di irrigazioni e boschi



Si definiscono colture legnose le coltivazioni di alberi permanenti, cioè i frutteti. La Renania, la regione attraversata dal Reno, è rinomata per i vigneti; le piante della vite sono disposte in filari, tra i quali rimane uno spazio di due o tre metri per facilitare le operazioni di potatura, irrigazione e raccolta dell’uva .

Alcuni terreni sono utilizzati per coltivare alberi d’alto fusto: le piante sono disposte in file ordinate e, quando sono cresciute abbastanza, vengono tagliate per ottenere legname.
Le coltivazioni hanno necessità di acqua, perciò gli uomini hanno costruito degli impianti di irrigazione che permettono di irrigare i campi. Una fitta rete di canali e fossi attraversa la campagna coltivata e consente di regolare l’afflusso dell’acqua per mezzo di chiuse, ovvero uno sbarramento artificiale del corso d’acqua. I contadini, poi, spruzzano l’acqua sulle coltivazioni per mezzo di idranti fissi o mobili.

Le zone meno adatte alle coltivazioni sono lasciate a prato, cioè non vengono coltivate in modo che vi cresca spontaneamente l’erba. I prati sono tagliati quando l’erba è abbastanza alta per produrre il foraggio per il bestiame. I pascoli sono i terreni in cui si lasciano pascolare gli animali. Nelle pianure coltivate solo aree poco estese sono ancora occupate da boschi naturali. I boschi, tuttavia, possono essere coltivati: gli alberi sono disposti in file ordinate e occupano la superficie regolare di un appezzamento di terreno, dove non esiste il sottobosco. I boschi coltivati forniscono cellulosa (pioppeti) o materia prima per produrre pellet (combustibile di legno pressato).