Cibi

La ricetta dei tiropitakia : 1 etto di feta, due cucchiai di parmigiano grattuggiato, andrebbe l’equivalente di uno stagionato greco, 1 uovo, un po’ di prezzemolo tritato, impastare il tutto aiutandosi con una forchetta, questo ripieno si mette in strisce di pasta fillo, (se non si trova va quasi bene la pasta sfoglia confezionata e tirata sottile Con il mattarello, mettere un po’ di ripieno su una striscia piegarla pigando il lembo a triangolo e così via fino ad ottenere un triangolo fasciato più volte che potrà essere fritto o spennellato con rosso d’uovo e cotto in forno pochi minuti a 150°.

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Sarikopitakia - rustici di formaggio e mieleTipici rustici salati ripieni di formaggio e coperti con il miele, tipici della zona di Creta ma probabilmente originari della Turchia e di Costantinopoli. Il loro nome deriva probabilmente da “sariki“, ovvero turbante, a causa della loro forma arrotolata.

Ingredienti:pasta fillo (o pasta filo)400 gr di formaggio grattugiato (nella ricetta originale viene usato il Mizithra, un formaggio greco morbido e cremoso, ma in mancanza del Mizithra può essere usato un altro formaggio leggermente piccante, purchè sia abbastanza morbido e/o leggermente cremoso)4 cucchiai di miele , olio di oliva. Ricavare dalla pasta fillo dei dischi di diametro di circa 10 cm, e disporre al centro un cucchiaio di formaggio. Arrotolare i dischi di pasta per ottenere un involtino stretto e lungo. Il piccolo involtino va ora arrotolato su sè stesso, come per formare un guscio di lumaca. Quindi procedere alla cottura, disponendo i sarikopitakia in una teglia da forno precedentemente imburrata e cuocere a 180° finchè non saranno dorati in superficie.
Tolti dal forno e ancora caldi, spennellarli con del miele e lasciar raffreddare, in modo che il miele si sciolga e li ricopra.

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GRECIA

La Grecia, come la maggior parte degli altri paesi europei, si è trovata in grande difficoltà con la crisi economica cominciata nel 2008. Il deficit, ossia il bilancio passivo di uno Stato, ed il debito pubblico, sono aumentati a dismisura, portando così la Grecia sull’orlo del fallimento dello Stato. Con un deficit alto, un Paese deve raccomandarsi un debito da altri Paesi, ma dato che è in una situazione tragica, sarà difficile trovare uno Stato disposto a sottoscrivere i titoli di credito per salvare la Grecia. E’ come se fosse un circolo vizioso: la Grecia ha bisogno di soldi perché è in crisi, ma nessuno Stato glieli dà proprio perché lo è. Così ha cercato di cavarsela da sola aumentando le tasse, ma essendo già in crisi, aumentano gli esattori fiscali e così le casse dello Stato diminuiscono sempre di più. Le agenzie di rating, (ossia le agenzie di monitoraggio), quattro anni fa hanno declassato i titoli greci definendoli “titoli spazzatura” e mettendo ancora più in difficoltà il tentativo della Grecia a chiedere soldi all’Europa. Alla fine, però, riesce comunque a chiedere dei prestiti (2/3 all’UE e 1/3 ad alcuni Paesi stranieri), ma, non riuscendo a restituire i soldi, deve tagliare gli stipendi eliminando la tredicesima mensilità e provocando rivolte da parte dei lavoratori. E’ stato definito che la Grecia nel maggio del 2010 doveva 110 miliardi di euro all’Europa. Nel 2011 la situazione non migliora. Con i nuovi tagli di 6,5 miliardi di euro, il tasso di disoccupazione aumenta fino ad arrivare al 15,9%. Il parlamento greco impone tagli di 28 miliardi di euro entro il 2015. La Grecia, per garantirsi nuovi fondi da parte della Germania, tassa gli immobili e mette in mobilità 30.000 dipendenti statali. Sotto minaccia della UE di tagliare gli aiuti del Paese, la Grecia passa ad un governo di unità nazionale. Molti laureati greci, per via dell’alto tasso di disoccupazione, cercano lavoro in altri paesi, come Australia o Russia. Nel febbraio 2012 la crisi peggiora e la richiesta da parte della Grecia a spostare la sovranità del paese a Bruxelles viene respinta. Il default sembra vicino, ma si effettuano nuovi tagli che garantiscono al Paese i 130 miliardi di euro necessari per pagare i debiti. Siccome mancavano 15 miliardi di euro, si decise di tagliare altri dipendenti pubblici (circa 15 mila). L’Unione Europea ha chiuso un occhio anche se mancavano i 15 miliardi, quindi il default statale si rimandò. Proprio nella fase elettorale (anche se il popolo possedeva un sentimento antipolitico), l’Euro negò la richiesta da parte della Grecia a passare in quella moneta, dando sfiducia al Paese e mettendo ancora più a repentaglio la sua immagine. Verso la fine del 2012 riuscì a ricomprarsi i titoli di stato, riducendo così il debito pubblico a 30 miliardi di euro.


Personaggi

Agatone

Agatone di Atene, poeta tragico greco (seconda metà del V sec. a.C.). Delle sue opere rimangono alcuni titoli e pochi frammenti. Secondo Aristotele fu il primo tragediografo a introdurre intermezzi svincolati dall'azione, ed il primo ad utilizzare trama e personaggi di pura invenzione, in "Anteo" ("Il fiore"), A. compare come interlocutore nelle "Tesmoforiazuse" di Aristofane e nel "Simposio" di Platone

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