I deserti sono, in molti casi, un risultato del sistema globale della circolazione atmosferica che distribuisce le precipitazioni sulla superficie terrestre in modo non uniforme. La maggior parte dei grandi deserti è infati situata nelle zone di confine fra le regioni tropicali e quelle subtropicali, dove si chiude la cella convettiva equatoriale:l'aria calda e umida, che è salita ad alta quota nella zona di convergenza equatoriale e ha eliminato la sua umidità scaricandola sulle foreste pluviali, ridiscende a queste latitudini come aria calda,secca ad alta pressione rispetto alle zone circostanti. In questa situazione le precipitazioni sono eventi rarissimi e l'ambiente è favorevole allo svilupparsi di un deserto. Anche a latitudini più alte, e cioè in zone fredde, possono verificarsi condizioni in cui le precipitazioni sono tante rare da provocare la formazione di deserti.Le cause in questo caso vanno ricercate in situazioni locali: per esempio,le catene montuose possono fungere da giganteschi deumidificatori: le aree da esse riparate possono diventare desertiche o semidesertiche,specialmente se sono all'interno di un continente. Questo avviene per esempio al centro dell'Asia dove, al riparo della catena dell'Himalaya, si stende il grande Deserto di Gobi, posto su un altopiano fra i 40 e i 50 gradi di latitudine. Esistono poi anche i deserti costieri, la cui formazione è dovuta alle correnti oceaniche fredde che costringono i venti umidi provenienti dal mare a scaricare la loro pioggia nelle acque degli oceani,lontano dalle coste. Nel deserto piove molto raramente, ma quando piove l'effetto è drammatico. Rovesci violenti riempiono i letti asciutti dei fiumi,i bacini di sale diventano laghi effimeri e milioni di semi che giacevano inattivi nel terreno si trasformano in vegetazione lussureggiante.

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