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L’Appennino meridionale


È esteso a sud della Bocca di Forlì e comprende l’Appennino campano l’Appennino lucano e l’Appennino calabro, come si può vedere nella cartina riportata in alto.
Si protende in Sicilia con alcune catene (monti Peloritani, monti Nebrodi e Madonie). Le forme diventano sempre più aspre, denotando una crescente azione erosiva da parte delle acque fluviali, che assumono carattere torrentizio. In Calabria, la catena appenninica si trasforma in una successione di massicci montuosi (Sila, Aspromonte). Sul versante tirrenico campano, tra la costa e le montagne, si interpone il Cilento, mentre in Calabria la Catena Costiera.
All’Adriatico scorrono ancora fiumi con un percorso perpendicolare alla costa: Biferno, Fortore, Ofanto sono i più importanti.
Nel golfo di Taranto, che fa parte del mar lonio, giungono fiumi, con corso torrentizio, che scendono dall’Appennino lucano: Bradano, Basento, Cavone, Agri e Sinni. Più a sud, verso il mar Ionio sfociano altri torrenti, tra cui Crati e Neto.
Al Tirreno sfociano tre fiumi di una certa importanza (Volturno, Sele e Noce) e vari torrenti. Si può ammirare la foce del fiume Noce nel Tirreno.
Nell'Appennino meridionale si incontrano terreni aridi ma la vegetazione è comunque abbondante.
In Calabria i corsi d'acqua dell'Appennino sono per lo più costituiti da fiumare, mentre in Basilicata, lungo l'Appennino lucano, i corsi d'acqua sono costituiti da calanchi.
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