Concetti Chiave
- L'Africa nera ha subito uno sfruttamento intenso durante il periodo coloniale, contribuendo all'estrema povertà attuale della regione.
- La popolazione africana è caratterizzata da una grande diversità culturale e religiosa, con pratiche animiste, cristiane e musulmane a seconda delle aree.
- La rapida urbanizzazione ha portato alla crescita di grandi città e a problematiche sociali, come la formazione di bidonville prive di servizi.
- Le sfide demografiche includono un'alta natalità e una bassa speranza di vita, aggravate dalla povertà e dalla presenza dell'AIDS.
- I confini degli Stati africani, fissati dai colonizzatori, hanno causato conflitti e instabilità politica, rendendo difficile la democrazia in molti paesi.
Sfruttamento coloniale e decolonizzazione
I Nel periodo coloniale l’Africa nera fu soggetta a uno sfruttamento intenso: l’estrema povertà attuale della regione ha le sue origini proprio in questi anni. La decolonizzazione avvenne negli anni Sessanta sia pacificamente che dopo rivolte. Gli Stati collocati nell’estremità meridionale dell’Africa divennero indipendenti più tardi, dopo lunghe guerre, perché la minoranza di coloni di origine europea manteneva ogni potere, escludendone la maggioranza nera.
Diversità culturale e religiosa
La popolazione è costituita in larghissima maggioranza da popoli neri, molti diversi gli uni dagli altri per caratteri fisici, usanze, lingua e religione. In Africa sono praticate diverse religioni animiste (secondo le quali la natura è animata da spiriti, benevoli o malevoli). La religione cristiana (cattolica o protestante) si è diffusa tra le popolazioni che hanno avuto più contatti con gli europei. Nelle regioni orientali e centro-settentrionali prevale la religione musulmana.
Urbanizzazione e problemi sociali
La densità di popolazione è piuttosto bassa per la presenza di ambienti poco favorevoli alla vita. La maggioranza della popolazione vive in villaggi, ma vi sono alcune grandi città che in questi ultimi secoli si sono fortemente ingrandite, perché molti contadini sono emigrati nelle città per sfuggire alle guerre e alle numerose carestie. Alla periferia di queste città si sono formate grandi bidonville del tutto prive di servizi.
Sfide demografiche e sanitarie
La natalità è piuttosto alta, come pure l’incremento demografico, nonostante la forte mortalità. L’Africa nera è, infatti, la regione del mondo, in cui la speranza di vita è minore, perché a causa dell’estrema povertà la morte per fame è una realtà quotidiana come lo è anche la presenza della grave epidemia di AIDS che sta facendo strage tra la popolazione.
Le attività principali sono l’allevamento e un’agricoltura di sussistenza e non meccanizzata. L’aumento della popolazione negli ultimi anni ha causato un eccessivo sfruttamento del suolo, provocando la distruzione del manto vegetale e fenomeni di erosione molto gravi. I prodotti destinati all’esportazione verso i Paesi ricchi quali cacao, caffè, tè, tabacco, arachidi. sono coltivati in piantagioni spesso di proprietà degli europei o degli statunitensi. L’Africa nera produce anche molto legname ed è quindi anche il disboscamento un’altra causa dell’erosione del suolo.
Infine è molto importante la produzione di minerali( oro, diamanti, smeraldi e rame) e del petrolio in particolar modo in Nigeria. L’industria è invece poco sviluppata. Complessivamente l’Africa nera è la regione più povera del mondo. La mancanza di posti di lavoro spinge molti a migrare verso i Paesi africani più sviluppati come la Nigeria o verso l’Europa.
Conflitti e instabilità politica
I confini degli Stati sono quelli fissati dai colonizzatori che non tennero conto in nessun modo delle diverse popolazioni africane: vi sono perciò state ( e vi sono ancora) numerose guerre civili, in cui più volte sono intervenuti gli Stati europei, gli USA e le multinazionali per difendere dei propri interessi politici ed economici. Le numerose guerre hanno favorito la formazione e la sopravvivenza di regimi dittatoriali in tutta la regione: oggi pochi Stati africani possono essere considerati veramente democratici.
Domande da interrogazione
- Qual è l'origine dell'estrema povertà attuale dell'Africa nera?
- Come si è svolta la decolonizzazione in Africa?
- Quali sono le principali religioni praticate in Africa?
- Quali sono le conseguenze dell'urbanizzazione in Africa?
- Quali sono le sfide demografiche e sanitarie che affronta l'Africa nera?
L'estrema povertà dell'Africa nera ha le sue radici nel periodo coloniale, caratterizzato da uno sfruttamento intenso delle risorse e della popolazione (testo).
La decolonizzazione in Africa avvenne negli anni Sessanta, sia pacificamente che attraverso rivolte, con gli Stati meridionali che ottennero l'indipendenza più tardi a causa del potere mantenuto dalla minoranza di coloni europei (testo).
In Africa si praticano diverse religioni, tra cui animismo, cristianesimo (cattolico e protestante) e islam, con la prevalenza di quest'ultimo nelle regioni orientali e centro-settentrionali (testo).
L'urbanizzazione ha portato a un aumento delle grandi città, ma anche alla formazione di bidonville prive di servizi, a causa dell'emigrazione di contadini in cerca di sicurezza da guerre e carestie (testo).
L'Africa nera affronta sfide demografiche come alta natalità e mortalità, con una speranza di vita molto bassa, aggravata da povertà, fame e epidemie come l'AIDS (testo).