Concetti Chiave
- Il moto turbolento si riferisce al movimento complesso e irregolare dei fluidi, in cui il fluido si agita e si mescola creando vortici di diverse dimensioni.
- Nel moto turbolento, la velocità del fluido cambia continuamente nel tempo e nello spazio, rendendo difficile descriverlo con formule semplici.
- A differenza del moto laminare, in cui le particelle scorrono in strati ordinati, il moto turbolento rompe questi strati e mescola il fluido in modo trasversale.
- Il numero di Reynolds determina la transizione da moto laminare a turbolento, con valori alti che indicano predomino dell'inerzia e quindi turbolenza.
- La turbolenza, sebbene aumenti l'attrito, è fondamentale per processi industriali poiché favorisce il mescolamento e lo scambio di calore e sostanze.
Moto turbolento – Spiegazione
Dobbiamo partire, premettendo che il modo turbolento si riferisce al movimento che hanno i fluidi, ovvero a tutte quelle sostanze che non sono solide, ma non sono solo liquide. Ad esempio anche i gas sono dei fluidi, ovvero con fluido intendiamo dire quelle particelle che sono libere di fluire sulle sulle altre per questo motivo possiamo dire che i soliti non sono fluidi perché le loro particelle sono immobili e non possono fluire le ore sulle altre.Il moto turbolento è ciò che accade quando l’ordine non regge più. Non è caotico nel senso comune del termine, ma è estremamente complesso. È il contrario del moto “pulito” e prevedibile studiato nei modelli ideali. Qui il fluido non segue linee tranquille: si agita, si mescola, si rompe in vortici di ogni dimensione. È la forma più realistica del movimento dei fluidi.
Irregolarità
Un fluido in moto turbolento non scorre in modo regolare. La velocità, in ogni punto, cambia continuamente nel tempo e nello spazio. Direzione e modulo non sono stabili. Piccole variazioni iniziali producono effetti grandi. Per questo la turbolenza è difficile da descrivere con formule semplici: non è un limite della fisica, ma della nostra capacità di semplificare.Il modo turbolento è quel modo che non è regolare perché appunto ci sono delle turbolenze, ovvero delle particelle che vanno più veloci ad altri vanno più lente ed è per questo motivo che si crea uno vortici o tutti i fenomeni simili come vortici o comunque rallentamenti e altre zone che vanno più forti per questo motivo delle perturbazioni.
Il moto turbolento si contrappone al moto laminare. Nel moto laminare le particelle del fluido scorrono in strati ordinati, paralleli, senza mescolarsi. Ogni strato ha una velocità ben definita. Nel moto turbolento, invece, gli strati si rompono. Il fluido si mescola trasversalmente al moto principale. Nascono vortici, rotazioni locali, fluttuazioni irregolari.
Confronto col laminare
Il passaggio da laminare a turbolento non è casuale. Dipende da diversi fattori: la velocità del fluido, la viscosità, le dimensioni del sistema. Tutto questo è riassunto in un numero adimensionale: il numero di Reynolds.Re = (ρ · v · L) / μ
Quando il numero di Reynolds è basso, domina la viscosità e il moto tende a restare laminare. Quando è alto, l’inerzia prevale e il moto diventa turbolento. Non è una soglia netta, ma una transizione.
Nel moto turbolento l’energia non resta concentrata su una sola scala. Viene trasferita dai grandi vortici ai più piccoli, in una cascata continua, fino a quando la viscosità dissipa l’energia sotto forma di calore. È un processo invisibile ma fondamentale: spiega perché i fluidi reali perdono energia quando scorrono velocemente.
Dal punto di vista pratico, la turbolenza aumenta le resistenze. Un fluido turbolento oppone più attrito di uno laminare. Per questo in aerodinamica e in idraulica la turbolenza è spesso un problema da controllare. Tuttavia, non è sempre negativa: favorisce il mescolamento, lo scambio di calore, la diffusione di sostanze. In molti processi industriali è indispensabile.
Il moto turbolento è anche intrinsecamente tridimensionale. Non può essere ridotto a una sola direzione. Ogni punto del fluido ha una velocità propria, che fluttua nel tempo. Non esiste una traiettoria semplice da seguire. Le equazioni che lo descrivono sono le stesse dei moti ordinati, ma le soluzioni diventano ingestibili. La difficoltà non è scrivere le leggi, ma risolverle.