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Elettrostatica

Un corpo è costituito da atomi composti di elettroni e protoni, pertanto gli oggetti possiedono una certa quantità di carica, la cui unità di misura è il Coulumb, che dipende dalla carica positiva e negativa dell'oggetto. In particolare se il numero di protoni è uguale al numero di elettroni, la carica dell'oggetto è nulla, mentre se il numero di protoni è maggiore rispetto al numero di elettroni, la carica è positiva, e ancora, se il numero di elettroni è maggiore al numero di protoni, la carica è negativa. In questo modo nell'oggetto sono presenti cariche elettriche che permettono ai corpi d'interagire fra loro mediante azione o reazione e di condurre così l'elettricità.
Ogni giorno assistiamo a numerosi fenomeni elettrici, ad esempio la luce emessa dalla lampadina o il motore della lavatrice; questi in effetti sono dovuti proprio alla trasmissione di corrente elettrica presenti nella lampadina o nel motore della lavatrice, grazie alla quale la lampadina emette luce e la lavatrice entra in azione. Ci sono però oggetti che si elettrizzano per strofinio, ad esempio il vetro e la plastica, che se pur non avendo carica elettrica, se li strofiniamo con un panno di lana, acquistano per strofinio la capacità di attirare a se piccoli oggetti, pertanto diciamo che il materiale è stato elettricizzato. Il comportamento elettrico di una sostanza dipende dalla quantità del numero di elettroni di valenza, da questa nasce la differenza di comportamento dei materiali, i quali possono essere materiali conduttori o isolanti. Si definiscono materiali conduttori quelli che hanno il guscio più esterno da uno o due elettroni, che tendono a cedere facilmente, ad esempio il rame e l'argento. I materiali isolanti hanno l'ultimo livello energetico occupato quasi interamente da elettroni che non cedono, come ad esempio la plastica, il vetro e la gomma.

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