Elettrostatica

L’elettrostatica riguarda lo studio delle cariche elettriche statiche, ovvero che sono ferme. Tali cariche elettriche ferme producono, come già visto in precedenza, il campo elettrico.

Elettromagnetismo


L’elettromagnetismo, invece, si interessa degli effetti prodotti dalle cariche elettriche in movimento e quindi dagli effetti prodotti dal cosiddetto campo elettromagnetico.
Il campo magnetico lo si riscontra in una regione di spazio dove, nelle immediate vicinanze, c’è un passaggio di corrente elettrica.
Se vicino ad un conduttore percorso da corrente elettrica si avvicina l’ago di una bussola, si osserva che esso ruota, se viene annullato il passaggio di corrente o si inverte il senso di percorrenza della corrente.
Esiste pertanto una proporzionalità, entro certi limiti, tra la corrente che circola nel conduttore e l’effetto prodotto dalla stessa nello spazio circostante; tale effetto viene denominato “campo magnetico o flusso magnetico”.
Dalla formula Φ=L∙I si nota che il coefficiente di proporzionalità è stato denominato con la lettera “L”. Tale “L” rappresenta un termine fisico detto coefficiente di autoinduzione; tale coefficiente di autoinduzione viene chiamato anche induttanza.
Quindi l’induttanza rappresenta quell’elemento fisico che mette in relazione fra di loro la corrente elettrica e il flusso magnetico prodotto.
Le linee di forza del campo magnetico sono linee di forza che si dispongono in maniera concentrata intorno al conduttore percorso da corrente elettrica. Per determinare il verso delle linee di forza del campo magnetico viene usata la regola del cavatappi o della mano destra.

Un conduttore rettilineo, quando viene avvolto su un corpo cilindrico, compiendo un solo giro, prende il nome di spira. Se si prosegue nell’avvolgere il conduttore sul corpo cilindrico, si ottiene un certo numero di spire collegate in serie fra di loro e tale collegamento viene chiamato solenoide.
All’interno del solenoide, quando è percorso da corrente elettrica, nasce un campo magnetico molto più forte che nel caso del conduttore rettilineo e questo perché bisogna considerare il contributo del campo magnetico di ogni singola spira.

Il campo magnetico prodotto all’interno del solenoide si calcola con la seguente formula:
H= (N ∙I)/l

Dove:
H: il campo magnetico
N: numero di spire
l: lunghezza del solenoide
I: intensità di corrente

Appare quindi chiaro che il campo magnetico aumenta se aumentiamo il numero di spire del solenoide e anche se si aumenta il valore della corrente che lo attraversa

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