L'elettrosensibilità è una sensibilità morbosa alle onde elettromagnetiche dovuto a un eccesso di inquinamento, appunto, elettromagnetico; dall'Organizzazione mondiale della sanità e dalla comunità scientifica, non è riconosciuta però come una vera e propria malattia. La principale obiezione è la mancanza di evidenze scientifiche che forniscano parametri in grado di dimostrare il rapporto di causa-effetto tra sintomi e esposizione. La OMS rileva che studi ben controllati hanno mostrato che i sintomi non sono causati dai campi elettromagnetici e che ci sono alcune indicazioni che tali sintomi sono dovuti a preesistenti condizioni psichiatriche, stress o sono causati dalla stessa paura dei campi elettromagnetici. Tra le quattro principali emergenze del Pianeta, l'OMS ha però incluso l'inquinamento elettromagnetico.

I campi elettromagnetici si propagano come onde, onde elettromagnetiche; la loro esistenza fu verificata alla fine del 1800. Le onde elettromagnetiche sono perturbazioni che si propagano senza il trasporto di materia, ossia l'energia che si propaga attraverso la materia senza che i corpi si spostino dalla loro posizione). Le grandezze fisiche che caratterizzano un'onda sono:
La velocità di propagazione: il valore dipende dal mezzo in cui si propaga.
La lunghezza d'onda: è la distanza tra le due creste (gole) successive. Dipende dal mezzo di propagazione e dalla frequenza della sorgente che pulsa all'interno del mezzo.
La frequenza d'onda: corrisponde al numero di cicli d'onda che passano per un dato punto nell'unità di tempo. La sua unità di misura è l'hertz (Hz) che corrisponde a 1 ciclo al secondo.

Un elettromagnete si ottiene avvolgendo una bobina attorno a un nucleo di ferro dolce, scelto per avere un campo magnetico più forte. Un elettromagnete si comporta come una calamita che entra in azione a comando, manovrata da un interruttore. Quando l'interruttore è aperto non vi è corrente elettrica. La bobina non genera alcun campo magnetico e il nucleo di ferro non è magnetizzato. Al contrario, quando l'interruttore è chiuso, la bobina genera un campo magnetico, gli atomi si orientano e il nucleo di ferro si magnetizza. Esistono sostanze però, come il cobalto e l'acciaio con le quali non è possibile costruire un elettromagnete. Ciò è dovuto al fatto che, una volta magnetizzate, queste sostanze non tornano nella condizione normale quando si toglie corrente alla bobina che li avvolge, e, quindi, non si possono “spegnere” a comando.

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