Il circuito potenziometrico

Il circuito potenziometrico si serve di un dispositivo detto reostato, il quale costituisce una resistenza variabile. Questo possiede tre ingressi: due alle estremità e uno con un cursore variabile, il quale è il responsabile della variazione della resistenza in relazione alla posizione in cui è legato. Il consumo complessivo è uguale.

Nelle resistenza in parallelo si ha che:

-

[math] i = i_1 + i_2[/math]

-

[math] i_1 = \Delta V/R_1\qquad i_2 = \Delta V/R_2[/math]

da cui

[math]i_1/i_2 = (\Delta V/R_1) / (\Delta V/R_2) = R_1/R_2.[/math]

Dunque il rapporto fra le correnti è inverso a quello delle resistenze. Possiamo quindi affermare che in un circuito potenziometrico, se si diminuisce la resistenza, aumenta la corrente passante per quella resistenza, ma la corrente totale è sempre uguale.

Nel collegamento in serie c'è invece un estremità libera in cui non passa corrente. Dunque l'intensità dell'utilizzatore (interruttore, lampadina), non varia in relazione alla resistenza, ma in relazione al potenziale.

- Per misurare l'intensità di corrente che fluisce in un conduttore si usa l'amperometro, che si collega in serie.

- Per misurare la differenza di potenziale fra due punti qualsiasi di un conduttore si usa il voltometro, che si collega in parallelo.

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