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Metodo scientifico sperimentale galileiano

Il metodo scientifico sperimentale galileiano viene utilizzato per interpretare un fenomeno naturale, fisico o dinamico.
Questo metodo viene chiamato così perché è suddiviso in due parti: scientifico e sperimentale. Scientifico perché utilizzato da materie scientifiche e sperimentale poiché è costituito da varie fasi ed una di esse è appunto l’esperimento.

La prima fase è composta dall’osservazione, che può essere qualitativa (ovvero osservando la forma, calore, …, etc. ) oppure quantitativa dove le misurazioni vengono fatte tramite unità di misura universali del S.I. (Sistema internazionale), ecco alcuni esempi riportati.
Massa: Quantità di materia che costituisce un oggetto e viene misurata con la bilancia a due braccia con i Kg.
Peso: Si ricava facendo il prodotto della massa per la forza di gravità (m*g).

Il peso viene misurato con i kg ed il dinamometro. La gravità, che è una costante variabile, si misura con il Newton (N).
Le lunghezze fondamentali del S.I. sono: lunghezza, tempo, massa, temperatura, intensità corrente, quantità sostanza (mole) ed intensità luminosa.
Lunghezza: determinata dall’unità principale che è il centimetro (cm).
Temperatura: viene misurata dal termometro in gradi Kelvin (k) (0°C = 273,15°K; 100°C = 373,15°K).
Tempo: viene misurato col secondo (s).
Intensità luminosa: viene misurata con la candela.

La seconda fase consiste nella formulazione di un ipotesi.

Nella terza fase vengono organizzati gli esperimenti che convalidino l’ipotesi, se ciò accade si può procedere a formulare la legge, altrimenti si deve ricontrollare la fase n°1, fin quando essa non verrà confermata da corretti esperimenti.

La quarta fase consiste nella formulazione della legge.
Quest’ultima entra in conflitto con il metodo Aristotelico, poiché quest’ultimo da una spiegazione agli eventi senza formulare alcun esperimento.

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