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La lotta contro il fanatismo

Negli anni sessanta del Settecento, alle polemiche filosofiche Voltaire unisce una lotta sempre più accesa contro l'intolleranza, il fanatismo, la superstizione e contro le aberrazioni di un sistema giuridico che su questa intolleranza si fonda (il tema della difesa della tolleranza da parte di Voltaire si trova nella "La tolleranza in Inghilterra e nell'Illuminismo"). «Écrasez l'Infâme!», «Schiacciate l'Infame» è il vero e proprio grido di battaglia che Voltaire ripete ossessivamente in questi anni. L'Infâme è per Voltaire il fanatismo religioso così come si incarna particolarmente nella religione cristiana, e gli scritti di questi anni dal Dizionario filosofico (1764) ai Quesiti sull'Encyctopédie (177032) sono tutti pervasi da una violenta polemica contro la religione giudaico-cristiana. Voltaire, come sappiamo, è deista, ed è proprio a partire da questa sua convinzione nell'esistenza di un Essere supremo che muove il suo attacco nei confronti delle religioni "positive". E' la lotta contro la religione degenerata in superstizione, non contro la religione in quanto tale. Al contrario, Voltaire si dice convinto che la religione sia anche socialmente necessaria come elemento di ordine e di coesione. Una religione "popolare", razionale e deista, è più augurabile dell'ateismo dal punto di vista della collettività umana: «Se Dio non esistesse, bisognerebbe inventarlo», suona il forse più celebre epigramma voltairiano.

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